La specie umana si estinguerà? La sesta estinzione di massa
Uno studio recentemente pubblicato su Biological Reviews spiega come attualmente sia in corso la sesta estinzione di massa: un’affermazione importante che però divide la comunità scientifica.

Nei giorni scorsi, sulla rivista scientifica Biological Reviews è apparso uno studio che sta facendo molto discutere. Un gruppo di biologi dell’Università delle Hawaii (Honolulu) e del Muséum National d’Histoire Naturelle (Parigi), ha condiviso i risultati delle ricerche effettuate che hanno portato a una preoccupante tesi: sarebbe in corso la sesta estinzione di massa della biodiversità e, da quando è sorta la vita sulla Terra, quello attuale sarebbe «Il primo evento del genere causato interamente dall’uomo».
Importante sottolineare che un’estinzione di massa non avviene in maniera tanto “spettacolare” com’è solito pensare o come spesso mostrano alcune pellicole cinematografiche: solo adottando un punto di vista non antropocentrico, un’estinzione avviene effettivamente in “poco tempo”.
La sparizione di specie e forme di vita dal Pianeta può in realtà durare fino a migliaia di anni che, per l’appunto, visti a livello geologico sono solo una piccolissima parentesi ma dalla prospettiva di una forma di vita come quella umana sono lassi di tempo enormi.
Motivo per cui una qualsiasi forma di vita immersa in un momento di estinzione di massa potrebbe non rendersi minimamente conto della “vicina” fine della propria specie.
La prima estinzione di massa causata da una specie vivente

Come sopra spiegato, l’estinzione delle forme di vita può durare decine, centinaia, migliaia di anni: motivo per cui chi è in procinto di viverne una, potrebbe non accorgersene mai. Ed è proprio ciò che starebbe accadendo nel momento presente; secondo la recente ricerca cui principale autore è il professor Robert Cowie, sta iniziando o ha appena avuto inizio la sesta estinzione di massa non visibile “a occhio nudo” ma dimostrabile attraverso lo studio dei tassi di estinzione delle specie viventi esistenti.
La differenza principale tra la presente e i cinque precedenti eventi di estinzione di massa nella storia della biodiversità, sta nella causa.
L’attuale, sarebbe la prima estinzione di massa causata da una specie vivente: l’essere umano. Precedentemente invece, le cause sono sempre state distruttive ma naturali.
Il monito dei ricercatori, ma non tutti sono d’accordo

La recente ricerca che parla di una sesta estinzione di massa causata interamente dagli esseri umani vuole aprire gli occhi a un’umanità che, nonostante le conseguenze ormai chiare di anni di sfruttamento di risorse, inquinamento, azioni che hanno invaso gli ambienti naturali e altre specie viventi, continua a fare scelte rischiose e negative per la Terra e le forme di vita che essa ospita:
[…] L’uomo è l’unica specie in grado di manipolare la biosfera su larga scala e poiché siamo l’unica specie che può scegliere consapevolmente il proprio futuro e quello della biodiversità terrestre, il suo ruolo è fondamentale per protrarre, rallentare o fermare tale situazione […].
Ha messo in chiaro Robert Cowie, dopo avere spiegato che i dati emersi dalla ricerca condotta con i colleghi non lasciano alcun dubbio:
[…] È in atto un aumento “drastico” dei tassi di estinzione di molte specie viventi; è indiscutibile che stia avvenendo un forte calo nel numero di individui di diverse specie sia animali sia vegetali, e ciò conferma che il fenomeno dell’estinzione è in atto […].
La ricerca spiega come dal 1500 a oggi, sarebbero scomparse dal nostro pianeta tra il 7,5 e il 13 per cento di tutte le specie esistenti – o almeno finora conosciute – che ammontano a circa 2 milioni. Ciò significa che le specie completamente estinte potrebbero già essere più di 200mila, eppure nella comunità scientifica alcuni non credono si possa ancora parlare di un’estinzione di massa.
A tal proposito Cowie ha difeso i risultati ottenuti con il proprio team precisando come quando si parla di specie è necessario considerare non solo mammiferi e uccelli, ma anche e soprattutto gli invertebrati in quanto:
Costituiscono invece la porzione più importante della vita sulla Terra e non si possono ignorare.
Secondo il ricercatore dunque, chi non vuole parlare della sesta edizione di massa non starebbe considerando in maniera precisa le forme di vita presenti, perché facendolo non c’è dubbio:
Incorporare le stime del numero reale di estinzioni di invertebrati porta alla conclusione che il tasso supera ampiamente il tasso di fondo e che potremmo effettivamente assistere all’inizio della sesta estinzione di massa.