La proposta di una start up italiana per l’accumulo di idrogeno

Autore:
Elisa Cardelli
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Tempo di lettura: 4 minuti

Una società italiana ha presentato un sistema di conservazione energetica su base stagionale per utenze domestiche di piccole dimensioni, impiegando idrogeno generato localmente da fonti rinnovabili. 

Casa, Isolata
Photo by chapay – Pixabay

Iniziano ad essere sempre di più coloro che puntano su impianti off-grid domestici di idrogeno per abitazioni o condomini di piccole dimensioni. Viene conservata l’energia rinnovabile eccedente generata durante un periodo specifico (come l’energia solare fotovoltaica in estate) sotto forma di idrogeno, in modo da poterla utilizzare per elettricità e riscaldamento durante le stagioni in cui la fonte rinnovabile non è in grado di soddisfare la domanda.

H2homeplus, l’azienda italiana che propone impianti di accumulo per idrogeno

Casa, Isolata
Photo by Peggychoucair – Pixabay

H2homeplus, start up italiana del gruppo Clean Technology System Hydrogen (CTS H2), ha deciso di puntare all’accumulo di idrogeno per rendere off-grid le abitazioni.

L’utilizzo di idrogeno verde derivante da un surplus di energia rinnovabile rappresenta un notevole passo avanti per queste tecnologie, consentendo l’auto-produzione locale del combustibile per coprire le proprie esigenze energetiche. Questo approccio offre un maggiore grado di indipendenza rispetto al sempre più instabile mercato dell’energia.

Inoltre, è importante notare che anche l’Unione Europea sta investendo significativamente nell’ambito dell’idrogeno, attraverso l’implementazione di nuovi incentivi, bandi, bonus e agevolazioni per promuovere lo sviluppo e l’acquisto di tali sistemi.

La proposta della start up italiana

Daniele Verardo, general manager della start up italiana, ha spiegato che il sistema comprende una serie di componenti chiave, tra cui un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno, serbatoi per lo stoccaggio, una cella a combustibile per la conversione dell’idrogeno in elettricità, unità di scambio termico per il recupero del calore in diverse fasi del processo, pompe, serbatoi e altre componenti essenziali.

All’interno dell’impianto, abbiamo implementato alcune delle innovazioni brevettate, progettate per migliorare l’efficienza complessiva e ridurre i costi associati alla produzione di idrogeno verde.

Naturalmente, il sistema richiede anche una fonte di energia rinnovabile dedicata, spesso un impianto fotovoltaico dimensionato in modo tale che l’energia prodotta in eccesso durante i periodi stagionali possa coprire il consumo energetico per tutto l’anno. Per garantire un’ottima interazione tra tutti questi componenti, utilizziamo un sistema di monitoraggio basato su hardware e software predittivo sviluppato internamente.

Inoltre, l’offerta del sistema è altamente personalizzabile per soddisfare le dimensioni delle varie abitazioni e le specifiche esigenze di ciascun cliente. Questo può includere l’opzione di utilizzare l’idrogeno prodotto come carburante per applicazioni di mobilità, se il cliente è interessato.

In Italia servono permessi speciali?

La necessità di permessi scatta solamente quando vengono stoccati più di 750 litri di gas, e a una pressione di 300 bar, ciò equivale a circa 280 kWh di energia immagazzinata, il che rappresenta una quantità considerevole.

Nel caso in cui si necessiti di una capacità di stoccaggio superiore, è possibile richiedere permessi speciali, tuttavia, questa procedura non risulta significativamente più complicata rispetto all’ottenimento di autorizzazioni per un serbatoio di GPL di dimensioni simili.

La proposta di una start up italiana per l’accumulo di idrogeno: foto e immagini

Ora che abbiamo compreso nel dettaglio tutto su questo argomento, possiamo prenderci qualche momento per scorrere le foto raccolte di seguito nella galleria immagini che abbiamo realizzato.