La moda che pulisce l’aria: CO2 riciclata diventa un tessuto green
Grazie ad un’idea innovativa di due sorelle scienziate l’anidride carbonica diventa tessuto, e nasce un’alternativa sostenibile al fast fashion. Questo procedimento, che è valso alle sorelle Mashouf il Premio Giovani Inventori 2025, permette di ridurre le emissioni del settore tessile e di contrastare il fast fashion con la sua azienda consumatrice.

Il fast fashion è considerato la punta dell’iceberg di un sistema che immette nel mercato più prodotti di quanti ce ne sia in realtà bisogno, inquinando e impattando negativamente sull’ambiente. Il settore tessile, infatti, è considerato tra i più inquinanti in assoluto e secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, circa l’8% delle emissioni di anidride carbonica globale deriva da esso. In aggiunta, poi, si devono considerare il carburante e i voli aerei necessari per recapitare abiti e accessori in giro per il mondo.
Due scienziate hanno però ideato un processo di trasformazione dell’anidride carbonica che pone un freno al fast fashion nella sua accezione inquinante, senza ridurre il numero di prodotti sul mercato. Le sorelle Mashouf, Neeka e Leila, sono infatti riuscite a trasformare l’anidride carbonica in tessuto, e questo è valso loro il Premio Giovani Inventori 2025, che ogni anno l’Ufficio europeo dei brevetti assegna alle invenzioni migliori del mondo.
L’anidride carbonica diventa tessuto

Le gemelle Mashouf sono sulla bocca di tutti per aver inventato un processo che trasforma l’anidride carbonica in tessuto. Le due sorelle, nate in California da una famiglia di imprenditori, hanno ottimi studi alle spalle:
- Neeka è laureata in ingegneria dei materiali ed economia aziendale all’università di Berkeley,
- Leila ha studiato medicina e neuroscienze alla Hopkins University e poi ad Harvard.
L’idea di fondare la Rubi Laboratories, una startup biotecnologica dell’industria dei materiali per la moda sostenibile, appartiene a Neeka, che intende contrastare l’enorme impatto negativo sull’ambiente dell’industria tessile. Successivamente, anche Leila ha abbracciato il progetto della sorella e insieme hanno progettato una tecnologia in grado di trasformare l’anidride carbonica in fibra eco-friendly grazie ad un reattore chimico di base e ad una serie di reazioni a catena avviate da alcuni enzimi. Il risultato è un foglio di polpa di cellulosa che successivamente viene trattato fino ad ottenere un materiale che ricorda il cotone.
Lotta al fast fashion

Il fast fashion è uno dei principali responsabili dell’inquinamento globale. Acquistare grandi quantità di prodotti a prezzi stracciati può sembrare un sogno, ma i suoi effetti si ripercuotono tutti sul pianeta, provocando emissioni altissime e incontrollate. La lotta al fast fashion si porta avanti ormai già da diversi anni, concentrandosi principalmente sui colossi Shein e Temu, ma non solo. Idee come quella delle sorelle Mashouf o dell’azienda Galy di Boston possono davvero fare la differenza. Nel 2022 l’idea ha ricevuto l’attenzione di numerosi investitori, che hanno investito circa 3,3 milioni di sterline nel suo sviluppo, e già diversi brand stanno sperimentando il materiale (H&M, Patagonia, Walmart).
La loro idea ha attirato anche l’attenzione dell’Ufficio Europeo dei brevetti, che ha assegnato loro il Premio Giovani Inventori 2025: si tratta di un procedimento a basso costo e a basso impatto che impiega 10 volte meno di fabbisogno energetico rispetto ai metodi tradizionali e che può essere utilizzato anche per imballaggi, farmaci, cosmetici, materiali da costruzione e applicazioni alimentari.
La stessa Neeka spiega che il procedimento:
Abbiamo dimostrato che questo gas può essere una risorsa preziosa anziché un prodotto di scarto nocivo.