Italia sul podio UE per brevetti ambientali: traguardo inaspettato
Un’indagine sulla sostenibilità mette l’Italia sul podio UE per brevetti ambientali: il Bel Paese si aggiudica la medaglia di bronzo per numero di brevetti green aggiudicandosi un riconoscimento importante, che da un lato fa ben sperare ma che dall’altro fa domandare dove finiscano queste innovazioni.

Quando si parla di innovazioni green, spesso non si menziona l’Italia tra gli inventori più prolifici. In realtà, però, il nostro Paese vanta un numero di brevetti ben superiore a molti altri Paesi più virtuosi, tanto da essersi aggiudicato il terzo posto in Europa per numero di brevetti. Il rapporto Competitivi perchè sostenibili di Fondazione Symbola e Unioncamere, realizzato in collaborazione con Dintec e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, conferisce all’Italia la medaglia di bronzo in innovazioni ambientali.
Stando alla classifica fornita dall’OCSE, nel 2022 (ultimo anno per cui ci sono dati disponibili), l’Unione Europea ha concesso alle imprese sul suo territorio un totale di 3.990 brevetti relativi all’ambiente, di cui 295 solo all’Italia. Si tratta di un segnale sicuramente positivo, che però fa sorgere spontanea una domanda: che fine fanno queste innovazioni?
Italia sul podio UE per brevetti ambientali

I dati OCSE del 2022 parlano di un totale di 3990 brevetti relativi all’ambiente distribuiti sul territorio. Il podio, in base alle rilevazioni del report Competitivi perchè sostenibili, è così composto:
- Germania, con 1.632 brevetti,
- Francia, con 729 brevetti,
- Italia, con 295 brevetti.
La distanza rispetto alle prime due posizioni è sicuramente importante, ma la medaglia di bronzo italiana non è comunque un risultato da denigrare, e il Bel Paese si piazza così tra quelli con le aziende più competitive a livello ambientale. Questo risultato evidenzia la dinamicità del sistema produttivo italiano e il crescente aumento dell’impegno nei confronti della sostenibilità. Rispetto a 10 anni prima, infatti, la brevettazione green è aumentata del 44,4% e il 38,7% delle imprese italiane ha realizzato investimenti nella transizione ecologica.
Innovazione green italiana

I principali obiettivi sono la riduzione degli sprechi lungo la filiera, l’aumento dell’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Un terzo dei brevetti italiani rientrano nella mobilità sostenibile, mentre nel campo edilizio l’Italia supera la media UE di brevetti che intendono ridurre l’impronta di carbonio nei materiali. Infine, nella gestione dei rifiuti l’Italia è all’avanguardia rispetto a molti altri Paesi UE.
Ridimensionando il tutto, c’è però da dire che l’Italia non brilla per proprietà intellettuale dopo il 2022. Nel 2025, infatti, sono state presentate solo 81 domande di brevetto per milione di abitanti. L’European Patent Office, infatti, conta solo il 2,4% delle domande di brevetto con provenienza italiana, decisamente poco rispetto a Paesi come la Svizzera (1096 per milione di abitanti), la Svezia e la Danimarca (oltre 400 ciascuna), l’Olanda (quasi 400), la Germania (quasi 300) e la Francia (160). Facendo una media, in Italia ci sono 5 brevetti green ogni milione di abitante, e il Paese è decimo in Europa in questo senso. Come sottolinea Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola:
Le imprese italiane sanno innovare e competere nei settori ambientali, ma hanno bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare anche negli altri comparti della transizione verde. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea.