Italia spaccata in due: clima impazzito sulla Penisola, ma le cause?
L’Italia sta vivendo negli ultimi giorni condizioni meteo sempre più avverse, con una netta spaccatura tra settentrione e meridione.

Di recente, le condizioni meteorologiche della Penisola sembrano diventare sempre più imprevedibili e avverse, con picchi eccessivi di calore e temporali. Queste capricciose ondate meteorologiche fanno sì che l’Italia sia spaccata in due.
Infatti, se a Nord la preoccupazione maggiore sia dovuta alla quantità pesante di precipitazioni, spesso accompagnate da forti venti e grandinate anomale, al Centro-Sud il caldo torrido e le alte temperature, oltre i 40°, sono fonte di grande timore, soprattutto nelle regioni più meridionali, dove roghi e fiamme devastano il territorio.
I danni a causa delle condizioni climatiche ostili di questi ultimi giorni sono ingenti su tutto il territorio nazionale e i rischi per la popolazione sono gravi. La Protezione Civile consiglia prudenza.
Chicchi di grandine grandi come palline da tennis in Friuli

Sono giorni difficili per il Friuli, colpito da quest’ondata straordinaria di maltempo. Tra piogge intense, vento e forti grandinate, il territorio sta subendo danni gravissimi.
La grandine, in particolare, è stata particolarmente rilevante, con chicchi di dimensioni da record: alcuni erano di quasi 10 centimetri di diametro. Questo evento, sommato a raffiche di vento sui 100 km/h o superiori e piogge intense, seppur di breve durata, sta diventando una fonte di ingenti danni sul territorio friulano.
La richiesta dello stato d’emergenza viene da sé considerando la rilevanza della situazione, con case e capannoni scoperchiati, alberi divelti e danni incalcolabili per l’agricoltura della regione.
E intanto la Sicilia brucia

Mentre il Nord fronteggia tempeste di grandine e nubifragi, la Sicilia sta letteralmente passando giornate d’inferno con oltre 86 roghi in tutta l’isola.
Tra le temperature ben oltre i 40°C, le raffiche di scirocco e siccità che alimentano le fiamme, la situazione sta diventando sempre più critica per le città di Palermo, Trapani, Catania e Messina. Gli incendi, sicuramente non una novità per l’isola, basti pensare ai 56.000 ettari di terreno devastati solo lo scorso anno, stanno provocando danni incommensurabili per boschi, aree protette e aziende agricole.
Sono molti ad affermare che poco è stato fatto dalle istituzioni per contrastare il fenomeno annunciato da ricorrenze sempre più frequenti ogni anno. In più, a detta del Dirigente Generale della Protezione Civile della Sicilia, Salvatore Cocina, sembra che uomini e mezzi a disposizione non siano abbastanza. Infatti, Cocina stima che servirebbero almeno altri 300 vigili del fuoco e 400 uomini della Forestale nazionale.
Ma non è solo la Sicilia a preoccupare sul fronte incendi. Infatti, la situazione sta diventando cocente anche in Puglia. In particolare, sono scoppiati roghi a Vieste e nella pineta di Ugento, a Torre Mazza. Oltre cento turisti sono stati evacuati come misura preventiva da una masseria a Rottacapozza a causa delle fiamme.
Gli interventi del corpo dei vigili del fuoco sono stati oltre tremila da domenica in Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna. Si stima, inoltre, che i danni in Sicilia arrivino a 260 milioni di euro.