Italia esaurisce le risorse naturali già nel 2025
L’Italia fa registrare un nuovo segno negativo nel rapporto con clima e ambiente. Per il 2025, a nemmeno metà anno sono esaurite le risorse naturali. Un effetto dovuto all’inquinamento atmosferico, come denunciato anche da Legambiente è sempre da bollino rosso per le nostre città.

Se il 2024 come riferito da Copernicus ha visto il nostro stivale tricolore avvolto dalle morse asfissianti dei cambiamenti climatici, il 2025 non è iniziato nel migliore dei modi. Un anno che nonostante i numerosi piani di investimenti nell’ambito delle rinnovabili in tutte le sue forme e sospingendo a politiche di sostenibilità ambientale, a far eco è il seno negativo per clima e ambiente.
Un danno che mette in luce tutte le pecche che coinvolgono i nostri mari e persino le bellezze artistiche delle nostre acclamate città. A dar un nuovo allarme all’ecosistema dello stivale è l’overshoot day, calcolato dal Global footprint network che segna con largo anticipo la fine delle risorse naturali per la nostra penisola.
Overshoot day from Italy

Lo scorso 6 maggio 2025, con ben 13 giorni d’anticipi rispetto al 2024 e ancor più largo anticipo rispetto all’ agosto 2023 ha visto l’Italia esaurire tute le sue risorse naturali. Un balzo che appare ancor più evidente se visto a ritroso, come stimato dall’ente Global footprint network che nel 1973 rileva l’esaurimento del bagaglio di risorse naturali finire direttamente in dicembre.
Ma cos’è overshoot day? Con questo titolo si stimano il bagaglio globale di risorse naturali messe a disposizione dal nostro pianeta. Il Global riesce a pesare le percentuali delle biocapacità di ogni singolo emisfero fino a discendere a livello nazionale e continentale. Per quel che riguarda l’Italia l’esito è a dir poco drammatico. I consumi nazionali infatti dipendono dalla capacità che la Terra riesce a mettere a nostra disposizione sul piano della quantità di risorse ecologiche che è in grado di rigenerare durante l’anno.
Questo dato comprende la capacità stessa del pianeta di assorbire le emissioni serra che necessitano di essere bilanciate sul piano ecologico. In tal caso si parla di impronta ecologica, ovvero l’indicatore che quantifica l’impatto ambientale di uno Stato, cioè le emissioni legate all’attività umana. L’impronta ci permette dunque di cogliere il rapporto tra l’ impatto e la quantità di area biologica produttiva a nostra disposizione . Quest’ultima sono tutte le foreste, i pascoli, i terreni coltivabili ma anche falde acquifere di mare e fiumi, necessari per rigenerare le risorse consumate e assorbire i rifiuti prodotti.
Non solo Italia, anzi!
I risultati però ci permettono di visionare una precisa classifica in cui vediamo come l’Overshoot Day bolli negativamente lo stato del Qatar, che ad inizio 2025 aveva già esaurito tutte le sue risorse naturali. A questa fa da contrasto il dato positivo dell’Uruguay, con risorse disponibili per quest’anno fino ed oltre la metà di dicembre. Eppure evidente è cosa emerge dal documento: ai livelli attuali, sarebbero necessarie quasi due pianeti Terra per arrivare a soddisfare i bisogni dei quasi 10 miliardi di umani della popolazione mondiale.