Italia, boom di case sfitte: oltre 10 milioni di immobili vuoti

Autore:
Erika Fameli
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Uno dei motivi principali della crisi abitativa che sta vivendo il nostro Paese è rappresentato dal fatto che in Italia ci sono più di 10 milioni di immobili sfitti. Questi, oltre che a pesare sull’economia, rappresentano un potenziale inespresso, che potrebbe risollevare il mercato immobiliare, far abbassare i prezzi e molto altro.

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Photo by Jose Luis Stephens – Shutterstock

Quando in Italia si parla di crisi abitativa, è estremamente riduttivo puntare il dito contro un’unica motivazione. Infatti, a determinare la situazione in cui il Bel Paese si trova attualmente, sono stati diversi fattori, che spaziano dalla presenza sempre più massiccia degli affitti brevi, fino ai tassi di mutuo proibitivi, che solo da poco hanno iniziato a scendere. Tra i tanti motivi, c’è anche quello legato agli immobili sfitti. Si stima infatti, che questi siano ben 10 milioni in tutto il territorio italiano.

Si tratta in parte di immobili pubblici, in parte di proprietà private che, per un motivo o per un altro, non vengono sfruttate ma vivono come fantasmi. Il loro utilizzo invece, porterebbe una serie molto lunga di benefici: aumenterebbe lo stock immobiliare sia del mercato locativo che degli acquisti, allenterebbe la pressione della domanda, farebbe scendere i prezzi e permetterebbe di non utilizzare nuovo suolo per costruire nuovi edifici. Insomma, si tratta di un vero e proprio patrimonio inespresso che potrebbe, da solo, fare un’enorme differenza.

In Italia ci sono più di 10 milioni di immobili sfitti

Edificio
Photo by rotekirsche20 – Pixabay

Il patrimonio immobiliare inutilizzato presente in Italia ha dimensioni enormi. Si stima infatti, stando ai dati di Fimaa-Confcommercio, che siano più di 10 milioni le abitazioni italiane che, sebbene siano pronte all’uso, non fanno parte del mercato attivo. Si tratta di veri e propri immobili fantasma, che da un lato pesano sulle spalle dei proprietari, ma che dall’altro peserebbero ancor di più se immessi sul mercato. Questi rappresentano un’opportunità enorme per il nostro Paese, e da soli contribuirebbero a migliorare diverse situazioni:

  • farebbero aumentare lo stock immobiliare sia degli affitti che delle vendite;
  • alleggerirebbero il peso della domanda;
  • farebbero scendere i prezzi immettendo nuova offerta;
  • risponderebbero alle esigenze di una fetta importante di popolazione.

Insomma, il loro ingresso nel mercato sarebbe più che positivo. Accade però, che nonostante i pro, ci siano anche tantissimi contro, che fanno sì che lo Stato non investa in riqualificazioni e i privati siano timorosi di immettere il proprio immobile sul mercato degli affitti.

Perchè così tante case inutilizzate?

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Photo by smartschwarz – Pixabay

Le motivazioni di questo numero impressionante di immobili sfitti sono più di una. Per quanto riguarda gli edifici pubblici, spesso mancano i fondi per una riqualificazione adeguata, e altrettanto spesso i cantieri si bloccano per concessioni edilizie dubbie e intoppi burocratici di vario tipo. Paradossalmente, risulta più facile iniziare un cantiere da zero che mandarne avanti uno finito nel pantano della burocrazia italiana. Dal lato degli immobili dei privati invece, a frenare enormemente l’immissione sul mercato è principalmente la scarsa tutela.

Come sottolinea anche Santino Taverna, presidente di Fimaa-Confcommercio, durante il quarto tavolo sul Piano Casa voluto dal Ministero degli Interni e presieduto da Matteo Salvini:

In Italia vi sono oltre 10 milioni di immobili sfitti, che potrebbero essere immediatamente disponibili ma che tuttavia non vengono immessi sul mercato perché l’attuale normativa sulle locazioni non tutela i proprietari alle prese con lo spinoso problema degli inquilini morosi.

Inoltre, Taverna pone l’attenzione anche sulla necessità di introdurre agevolazioni specifiche per studenti e famiglie a basso reddito. Per loro le cose si faranno infatti sempre più difficili, visti i rincari previsti per il 2025.

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