Istat, cambiamento climatico al primo posto per i giovani

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Secondo i dati Istat registrati per l’indagine “Aspetti della vita quotidiana 2024”, le nuove generazioni hanno messo la problematica ambientale e le conseguenze annesse per salute, lavoro e famiglia al primo posto. Un rapporto che ci dice come cambia anche la questione ecologica nel tempo.

surriscaldamento globale
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Se vi erano ancora dubbi sui cambiamenti climatici in corso, è bastato registrare sulla colonnina di mercurio quanto accaduto lo scorso anno. Il 2024 è stato siglato come l’anno più caldo di sempre.

Un dato di fatto che ha portato a ridisegnare nuovamente alcune abitudini e costumi, dall’ambito lavorativo fintanto a misure per il nostro lifestyle. 

Tra le soluzioni che hanno avuto largamente successo per l’attivazione decongestionante dell’afa e della calura urbana, spopolano le aree green e i giardini verticali. Eppure a fronte di queste iniziative siamo ancora lontano, mentre incombono nuovi e forti campanelli d’allarme.

A rendere ancor più tale evidenza è quanto ci riporta un reportage Istat edito di recente. L’indagine “aspetti della vita quotidiana” portata a segno dell’ente statistico nazionale ha osservato come non solo nelle grandi imprese, ma soprattutto tra i giovani il problema è sentito.

Il rapporto Istat

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Secondo il rapporto Istat la problematica ambientale e le tematiche collegate al clima sono al vertice delle preoccupazioni delle nuove generazioni. Un dato che mentre trova ulteriore riconferma con le precedenti stime, vede un progressivo aumento.  Come si evince dallo studio, 6 persone su 10 si interessano delle questioni climatiche.
Un problema avvertito anche dai giovanissimi, infatti, nel rapporto la soglia anagrafica delle stime va a partire dai 14 anni in su, fino ai 18.

Il documento riferisce inoltre, come problematiche ambientali e giovani generazioni veda problematiche altre correlate a fattori come l’inquinamento da smog, con un oltre il 51% degli intervistati, mentre meno preoccupazioni si mostra verso l’inquinamento di acqua e lo smaltimento di rifiuti.

Un dato che dall’altra parte osserva anche un altro trend, ovvero come varano e cambiano le dinamiche delle problematiche legate all’ambiente e al clima.

Nuove generazioni, nuove emergenze

Surriscaldamento globale
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L’Istat registra, pertanto, come le tendenze ecologiche siano rapportate alle problematiche epocali, in relazione al pubblico giovanile. Si evince che il problema ambientale negli anni 80′-90′ era correlato al buco dell’ozono nell’atmosfera, mentre l’emergenza rifiuti, oggi in secondo piano, spiccava tra le preoccupazioni ambientali tra gli anni 2000 e la prima decade del XXI secolo.

Allo stesso tempo, si evince come tra i giovani vi sia una nuova necessità correlata alle aspettative di vita e di benessere, non solo per quel che riguarda i risvolti economici e finanziari, ma anche la possibilità di mantenere uno status positivo e in armonia con il resto intorno.

Dal rapporto si rileva che in Italia solo tra il 2019 ed età del Covid si è giunti ad una consapevolezza della veridica problematica ambientale e delle tantissime questioni correlate, a partire dall’effetto serra.

Dall’anno 2019 troviamo una prima soglia pari al 69,2% di cittadini preoccupati, per tale questione. Ciononostante, questo è anche l’anno caratterizzato dall’esplosione a macchia d’olio in tutto il mondo dei movimenti studenteschi delle nuove generazioni, ispirati ai “Fridays For Future”.

Istat, cambiamento climatico al primo posto per i giovani