ISPRA: il suolo in Italia scompare a ritmo preoccupante

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

In occasione della Giornata Mondiale del Suolo, i dati riportati da ISPRA sul suo consumo non sono per niente positivi: in Italia, infatti, si perdono 2 metri quadrati di terreno ogni secondo.

Urbano, Suolo
Photo by Redo_72 – Pixabay

L’Italia è sempre più ricca di cemento, che divora circa 2 metri quadrati di suolo al secondo con un impatto devastante sia all’ambiente, sia all’economia. Ma è ancora possibile tutelare il nostro patrimonio naturale, invertendo la rotta e iniziando a piantare più alberi.

L’urbanizzazione che uccide l’ambiente

Secondo quanto riportato da ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel suo ultimo rapporto sul consumo del suolo emerge che nel 2023 sono stati ben 72,5 i chilometri quadrati di terreno trasformati in aree urbane.

Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto a quello del 2022, tutta supera comunque la media registrata negli ultimi 10 anni e rappresenta un problema che non accenna minimamente ad arrestarsi, anzi, non fa altro che mettere a rischio il nostro patrimonio culturale.

Cause e conseguenze

Le cause che comportano la riduzione del suolo sono numerose: l’espansione urbana incontrollata, la continua nascita di centri commerciali e capannoni industriali, la costruzione di nuove infrastrutture sono solo alcuni dei motivi, ai quali si associo anche la poca cultura della riqualificazione, che spinge verso la costruzione di nuove strutture al posto del recupero di quanto esiste già.

Le conseguenze, poi, sono alla luce del sole: la biodiversità è in netta riduzione, gli habitat naturali sono a rischio o vengono distrutti, l’acqua potabile è sempre meno, frane e alluvioni provocano danni sempre più importanti in zone che non riescono più ad assorbire le abbondanti precipitazioni.

Insomma, un vero e proprio disastro che coinvolge principalmente le regioni di Lombardia, Veneto e Campania con, rispettivamente, +780 ettari, +891 ettari e +643 ettari di suolo consumato.

Buone e cattive notizie

Per fortuna, qualche notizia positiva c’è: le città di Trieste, Bareggio (MI) e Massa Fermana (FM) occupano il podio dei comuni “Risparmia Suolo” per il 2024, nomina che premia le amministrazioni locali che sono state in grado di preservare il terreno.

Segnali positivi provengono anche dalle regioni: Valle d’Aosta e Liguria sono le uniche in Italia ad aver contenuto il consumo di suolo al di sotto dei 50 ettari, registrando un risultato altamente incoraggiante.

Al contrario, le regioni che hanno invece consumato maggiormente il suolo sono Veneto (+891 ettari), Emilia-Romagna (+815,) che risulta prima per consumo di suolo netto, Lombardia (+780), Campania (+643), Piemonte (+553) e Sicilia (+521).

Suolo
Photo by Pexels – Pixabay

Quali soluzioni

La principale soluzione per invertire la tendenza risiede nell’investire nella riqualificazione urbana, quindi andando a recuperare aree dismesse e ristrutturando edifici già esistenti anziché costruire nuove strutture. Al contempo, bisognerebbe incentivare l’agricoltura sostenibile, rispettosa del suolo e della biodiversità ed esente dall’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici.

ISPRA, il suolo in Italia scompare a ritmo preoccupante: foto e immagini