Ispra: in 70 anni l’Italia ha perso il 18% della propria disponibilità idrica
Secondo l’analisi realizzata dall’Ispra, l’Italia ha perso il 18% della propria disponibilità idrica negli “ultimi” 70 anni. Il timore è che alcune zone del Paese possano andare incontro a una siccità simile a quella della Catalogna.

Negli ultimi 70 anni l’Italia ha perso il 18% della disponibilità idrica. E’ questo il dato che emerge dall’indagine approfondita realizzata dall’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) grazie al proprio modello idrologico nazionale denominato “BIGBANG”.
Ispra: negli ultimi 70 anni l’Italia ha perso il 18% della disponibilità idrica

L’analisi ha stimato in circa 112,4 miliardi di metri cubi la disponibilità idrica della Penisola nel corso del 2023, a fronte di un valore di precipitazione totale di 279,1 miliardi di metri cubi. In totale, dunque, l’anno scorso si è registrata una riduzione a livello nazionale di circa il 18% della disponibilità di risorsa idrica rispetto alla media annua del periodo 1951–2023. Questo a causa dell’effetto combinato di un deficit di precipitazioni – specialmente nei mesi di febbraio, marzo, settembre e dicembre – e di un incremento dei volumi idrici di evaporazione diretta dagli specchi d’acqua e dal terreno. In questo scenario la crisi climatica, e in particolare l’aumento delle temperature, giocano quindi un ruolo fondamentale.
Nel dettaglio, il contributo alla ricarica degli acquiferi è stato di 53 miliardi di metri cubi, che rappresenta il 19% delle precipitazioni totali, rispetto alla media annua a lungo termine del 22,7%. Soltanto il 23,7% delle precipitazioni è stato però convertito in deflusso superficiale, mentre la quota di evapotraspirazione ha raggiunto il 59,4%.
Nonostante ciò, il 2023 ha fatto comunque registrare una sostanziale ripresa rispetto al 2022, anno in cui la disponibilità di risorsa idrica ha raggiunto 67 miliardi di metri cubi, il minimo storico dal 1951 e corrispondente a circa il 50% della disponibilità annua media (137,8 miliardi di metri cubi), calcolata sul periodo 1951–2023.
Per quanto riguarda l’argomento siccità, il 2023 è stato caratterizzato da condizioni persistenti soprattutto al Nord e al Centro, mentre un deficit di precipitazioni significativo al Sud, in particolare in Sicilia e in parte della Calabria ionica, ha causato una siccità prolungata che sta continuando a imperversare anche nei primi mesi del 2024.
Il sud Italia come la Catalogna?

Allo stato attuale, infatti, l’Italia è alle prese con varie condizioni di severità idrica. Dal punto di vista geografico, la Sicilia si trova in uno stato di alta severità, la Sardegna, invece, in una condizione di media severità, mentre i distretti dell’Appennino Centrale e Meridionale mostrano una situazione che oscilla tra bassa a media severità.
Soltanto i distretti idrografici del Fiume Po, delle Alpi Orientali e dell’Appennino Settentrionale possono vantare una situazione idrica relativamente normale, ma è importante sottolineare come, anche in anni con abbondanti risorse idriche, possano verificarsi condizioni di stress idrico a causa dei prelievi eccessivi di acqua dai corpi idrici.
Recenti stime hanno evidenziato che senza invertire la rotta della crisi climatica l’Italia potrebbe perdere un altro 40% di disponibilità idrica entro la fine del secolo, con punte del -90% al meridione. Il timore è che alcune zone del Paese vadano incontro a un destino simile a quello della Catalogna, come sottolineato da Andrea Barbatella, coordinatore di Italy for climate:
La drammatica siccità che sta colpendo la Catalogna, dove in alcune aree non piove da tre anni e oggi per sei milioni di persone si prevede il razionamento dell’acqua. Che si tratti di siccità o alluvioni è lo stesso: dobbiamo quanto prima mettere in campo misure strutturali in grado di aumentare la resilienza dei nostri territori in un clima che è già irreparabilmente cambiato. L’Italia deve farlo prima e meglio di altri, perché ciò che sta accadendo in Spagna potrebbe presto accadere in qualche regione del Paese, soprattutto del meridione.