Islanda: la fine delle grotte di ghiaccio
Riscaldamento globale e crisi climatica: in Islanda le famose grotte di ghiaccio sono ormai irriconoscibili e potrebbero non esistere più.

Nonostante vi sia chi ancora nega l’attuale crisi climatica, le conseguenze che da essa derivano sono sempre più dure e numerose.
Da ormai più di un anno ogni mese batte consecutivamente i record relativi alla temperatura media globale e in un mondo sempre più caldo, i ghiacciai rischiano di sparire.
Sono ormai centinaia gli studi che monitorano la situazione dei ghiacciai e altrettante le notizie relative all’inesorabile scioglimento degli ultimi, che con tempistiche differenti si riscontra in tutto il mondo.
Anche in Islanda, letteralmente “la terra di ghiaccio”, i famosi ghiacciai si stanno sciogliendo e una meraviglia tutta naturale sta lentamente scomparendo.
Si tratta delle cosiddette grotte di ghiaccio, che come suggerisce il nome sono delle “strutture” che si formano nei famosi ghiacciai islandesi inizialmente scavate dall’acqua, attraversate dai raggi solari e da essi modellate.
In continua trasformazione ed evoluzione, le grotte di ghiaccio stanno però diventando sempre più rare e sempre meno durature, a causa del riscaldamento globale.
La terra di ghiaccio, senza ghiaccio?

L’Islanda è nota per i famosi ghiacciai che la contraddistinguono, come il ghiacciaio Vatnajökull, nonché il ghiacciaio principale del Paese e il più grande d’Europa.
Giganti di ghiaccio che creano meravigliose forme diverse – come appunto le grotte di ghiaccio – ma ogni anno e sempre più velocemente, i ghiacciai in Islanda diminuiscono e con l’arretrare dei ghiacciai, le grotte di ghiaccio sono uno spettacolo sempre più raro e precario.
Secondo gli studi effettuati negli ultimi anni, i ben 400 ghiacciai che contraddistinguono il paesaggio islandese scompariranno entro il 2200, o forse anche prima.
Potrebbe sembrare una visione pessimista, ma le proiezioni degli studiosi non fanno altro che basarsi sulla realtà dei fatti e sui dati raccolti.
Un esempio schiacciante è di pochi anni fa: nel 2019, il famoso ghiacciaio Okjökull si è definitivamente sciolto dopo ben 700 anni di vita.
È una triste verità documentata, ma i ghiacciai islandesi arretrano in continuazione e con essi, le famose grotte di ghiaccio sono irriconoscibili: basti pensare che negli ultimi venti anni la superficie di ghiaccio perduta è pari a circa 100mila campi da calcio.
Dall’inizio delle rilevazioni (1890) la percentuale totale di superficie ghiacciata ormai perduta sfiora il 20%.
E se i dati degli studiosi non fanno effetto, vi sono molti appassionati, fotografi e reporter (come l’italiano Stefano Tiozzo) che stanno testimoniando l’inesorabile – e sempre più veloce – scioglimento dei ghiacciai in Islanda.
Le foto scattate delle grotte anno dopo anno, mostrano come queste meraviglie naturali – normalmente in evoluzione e cambiamento – finiscano invece per sparire del tutto ben prima del “normale”.
In Islanda e nel resto del mondo, i ghiacciai stanno scomparendo

L’esempio poc’anzi citato è solo una delle tante conseguenze sempre più visibili del riscaldamento globale. Recentissima la notizia del Venezuela, primo paese in assoluto ad aver perso tutti i suoi ghiacciai nei tempi moderni.
Ma lo scioglimento dei ghiacciai si riscontra in tutte le parti del mondo: altro esempio è in Africa, dove i ghiacciai presenti sul Monte Kenya, Kilimangiaro e Ruwenzori si sono dimezzati dall’inizio del ventunesimo secolo.
Di notizie simili se ne trovano a iosa e, ancora una volta, l’informazione dovrebbe servire a comprendere la situazione attuale, rendersi conto di cosa sia necessario fare e portare a un’azione efficace il prima possibile.