Inquinanti Eterni: le nuove norme UE

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

La Commissione Europea si è espressa sui cosiddetti “inquinanti eterni”, che contaminano il suolo e vengono assorbiti dalla pelle. Ecco il nuovo regolamento.

inquinamento atmosferico
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Gli “inquinanti eterni”, presenti anche in alcuni tessuti e cosmetici, sono nocivi e dannosi per l’ambiente e per la salute. Proprio per questo, la Commissione UE ha emanato un nuovo regolamento sul loro utilizzo, che punta principalmente al divieto dell’acido perfluoroesanoico (PFHxA) e dei suoi derivati, sviluppati negli anni Quaranta per essere idrorepellenti.

Cosa sono gli “inquinanti eterni” e perché sono dannosi

Per “inquinanti eterni” o “sostanze chimiche eterne” si intendono le sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS, noti per la loro persistenza nell’ambiente, il che li porta a contaminare sia il suolo, sia le acque (potabili e non).

Queste sostanze, inoltre, sono presenti in oggetti di uso quotidiano, come cosmetici, tessuti e imballaggi alimentari, ed è proprio da questi prodotti che la Commissione UE vuole partire affinché si tuteli la salute umana e si preservi l’ambiente da ulteriori rischi.

Cosa prevedono le restrizioni

Le nuove norme vieteranno l’uso e la vendita dell’acido perfluoroesanoico quando la sua concentrazione è pari o superiore a 25 ppb per la somma del PFHxA e dei suoi sali, o pari a 1.000 ppb per la somma delle sostanze correlate al PFHxA.

Il divieto coinvolgerà un gran numero di articoli di consumo anche domestico, come prodotti tessili (tende oscuranti e tovaglie), pellicce, pelli e cuoio impiegati nell’abbigliamento e nell’industria degli accessori, calzature, carta e cartone impiegati per ‘imballaggio degli alimenti, cosmetici e spray impermeabilizzanti.

Un settore particolarmente “preso di mira” dal nuovo regolamento è quello delle schiume antincendio, alle quai verranno applicate alcune eccezioni per garantire una maggiore sicurezza in situazioni critiche.

Verso un futuro pulito e sostenibile

L’obiettivo della Commissione Europea è di sostituire questi “inquinanti eterni” con sostanze che permettano di mantenere l’ambiente sano e pulito. Ovviamente, le imprese avranno tutti il tempo per adattarsi alle nuove regole, che entreranno in vigore solo dopo un periodo transitorio compreso tra i 18 mesi e i 5 anni.

Così si esprime il Commissario UE Sefcovic:

Sostituire le ‘sostanze chimiche eterne’ aiuta a mantenere l’ambiente sano, a preservare le risorse e a promuovere l’innovazione in alternative più pulite. La direzione è chiara e le imprese avranno a disposizione periodi di transizione sufficienti per adattarsi.

Per quanto riguarda l’aspetto alimentare, giungono le dichiarazioni di Hans Steinkellner, responsabile scientifico di EFSA:

Finora l’EFSA ha ricevuto e pubblicato i dati di monitoraggio per il 2022. Seguiranno i dati di monitoraggio per il 2023, 2024 e 2025. Quando saranno pervenuti dati sufficienti, la Commissione europea potrà eventualmente richiedere all’EFSA una valutazione di follow-up sulla contaminazione da sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) negli alimenti.

Inquinamento da Plastica
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L’inquinamento ambientale è un aspetto che non può più essere sottovalutato; recentemente si è scoperto che le sue alte concentrazioni riducono la possibilità di riuscita della fecondazione in vitro, quindi influisce negativamente sulla vita stessa. Quello della Commissione UE, quindi, è un passo avanti positivo che, si spera, possa dare spesso i suoi frutti.

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