Inquinamento: in Lombardia situazione da bollino rosso

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Sono ormai diverse settimane che tutta la Lombardia sta vivendo una situazione preoccupante a causa dell’inquinamento atmosferico. Attivate diverse restrizioni per fronteggiare l’emergenza.

inquinamento lombardia
Photo by alvpics – Pixabay

L’arrivo del 2024 non ha portato buone notizie per l’Italia sul fronte inquinamento. L’area maggiormente colpita è stata, come sempre, la Pianura Padana, ed in particolare la Lombardia, costretta a fare i conti con una situazione ai limiti dell’invivibile.

Inquinamento: in Lombardia situazione da bollino rosso

Traffico, Milano
Photo by elenagemma – Pixabay

I numeri parlano chiaro: la soglia limite che riguarda il Pm10, il particolato fine le cui particelle hanno un diametro diametro inferiore o uguale ai 10 µm, fissata a 50 microgrammi al metro cubo, è stata superata per 17 giorni consecutivi a Milano e Monza, per 13 a Bergamo, per 7 giorni a Brescia e per 5 a Cremona e Mantova.

Di conseguenza, a seconda dei casi, è stato necessario attivare restrizioni di primo o secondo livello, per fronteggiare l’emergenza.

Nel dettaglio, le misure di livello uno sono:

  • divieto di combustione e di accensione di fuochi all’aperto;
  • divieto di circolazione dalle 7,30 alle 19,30 per tutti i veicoli euro 0 e 1, per gli euro 2, 3 e 4 a gasolio e gli euro 0 e 1 a Gpl e metano, anche durante il weekend;
  • divieto, per case ed esercizi commerciali, di superare una temperatura interna di 19 gradi;
  • divieto di utilizzare riscaldamento a legna con generatori fino a classe 3 stelle compresa;
  • divieto, per le aziende agricole, di disperdere rifiuti inquinanti derivati dall’allevamento o dall’agricoltura, salvo interramento immediato.

Le causa principale di questo preoccupante scenario è da ricercare nell’inversione termica, ossia il fenomeno tipico delle regioni padane in cui, in presenza di alta pressione, l’aria fredda si stratifica sul fondo della pianura e delle valli, accumulando e intrappolando tutti le sostanze inquinanti generate dalle attività antropiche.

L’influenza degli allevamenti intensivi

Allevamento,
Photo by Miller_Eszter – Pixabay

Ma un altro fattore assolutamente da non sottovalutare è proprio collegato agli allevamenti intensivi, come sottolineato da Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia:

Sappiamo che le prime cause di inquinamento atmosferico nella Pianura Padana sono legate al traffico veicolare e alle emissioni degli allevamenti. Non ci sono più scuse per una Regione che pare disinteressarsi alla salute dei suoi dieci milioni di abitanti, e che non solo non interviene con misure incisive sulle cause strutturali della cattiva qualità dell’aria, ma non è nemmeno in grado di governare le situazioni di emergenza sanitaria, quali sono quelle di questi giorni, attraverso tempestive ed efficaci misure di limitazione del danno e quindi delle attività più inquinanti: chi governa la nostra regione è colpevolmente inadeguato ad affrontare la crisi ambientale.

Nonostante tutto, c’è anche chi preferisce guardare al bicchiere mezzo pieno, confrontando la situazione attuale con quella degli anni passati:

Va osservato il trend nel suo complesso, visto che questo è un periodo generalmente negativo. Stiamo andando peggio rispetto al 2023, l’anno migliore di sempre, ma già meglio rispetto al 2022 e al 2020

ha affermato Guido Lanzani, direttore della Qualità dell’aria di Arpa Lombardia.

Oltre alla Lombardia, le regioni che in questo periodo si trovano in una situazione da bollino rosso a causa dell’inquinamento, sono Veneto ed Emilia Romagna, ed in particolare le città di Verona, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara.

Ai cittadini disperati non resta che guardare verso il cielo sperando che nei prossimi giorni possa cadere qualche goccia di pioggia in grado di migliorare la qualità dell’aria e concedere una tregua.

Inquinamento, in Lombardia situazione drammatica: foto e immagini