Imposta di registro sulla seconda casa: come calcolarla
L’imposta di registro sulla seconda casa è probabilmente la voce di spesa che pesa di più sul portafoglio degli acquirenti, tra le spese di segreteria. Questa infatti, viene calcolata partendo dal valore catastale dell’immobile, ed ha una percentuale molto maggiore rispetto alle prime case.

Quando si acquista una casa, a prescindere che si tratti di prima o seconda casa, dal Notaio si devono pagare una serie di tasse, tra cui anche l’imposta di registro. Questa è una tassa che si applica a tutti gli immobili e che varia sia in base alla tipologia di immobile, che al suo valore catastale. Inoltre, a fare un’enorme differenza, è se l’immobile (residenziale) viene acquistato come prima casa oppure come seconda.
Nel primo caso l’imposta di registro equivale al 2% del valore catastale dell’immobile, mentre nel caso delle seconde case la percentuale sale al 9%. Va da sé che, calcolatrice alla mano, questa tassa grava significativamente sul costo complessivo della compravendita. Tanto che, spesso, fa addirittura la differenza tra l’acquisto e la rinuncia! Come si calcola però questa imposta di registro sulla seconda casa? Ecco tutti i dettagli, per riuscire a sapere in anticipo quanto si pagherà dal Notaio e sapersi organizzare meglio a livello finanziario.
Imposta di registro sulla seconda casa

Come già anticipato, quando si compra una seconda casa, ci sono diverse tasse da pagare in fase di rogito notarile:
- Imposta catastale di 50 euro fissi;
- Imposta ipotecaria di 50 euro fissi;
- Imposta di registro del 9% del valore catastale dell’immobile, con un minimo di 1.000 euro.
Per calcolare l’imposta di registro quindi, bisogna andare a vedere il valore catastale dell’immobile. Nella visura catastale, che possiamo definire come una sorta di codice fiscale degli immobili, si trova, tra gli altri dati, la rendita catastale. Questo valore deve essere moltiplicato per il coefficiente catastale, un numero fisso stabilito dalla legge che varia però in base alla categoria catastale, e che aumenta con l’aumentare delle case di proprietà. Da questa moltiplicazione poi, si deve calcolare il 9%, e quello sarà il risultato dell’imposta di registro sulla seconda casa.
Esempio di calcolo

Si tratta, come si può capire, di un calcolo semplice, ma che per essere preciso necessita della conoscenza dei coefficienti. A questo proposito, c’è da dire che il coefficiente di riferimento per la prima casa è 115,5, mentre quello per la seconda casa è 126. Già da questa differenza si capisce che, a prescindere dal valore catastale, acquistare una seconda casa costa molto più che acquistarne una prima. Per esempio, se si sta comprando come seconda casa un immobile con rendita catastale di 1.200 euro, ecco i calcoli da fare:
- Moltiplicare 1.200 (valore catastale) x 126 (coefficiente catastale per le seconde casa);
- Calcolare il 9% del risultato.
Con questi numeri, l’imposta di registro da pagare per l’acquisto della seconda casa è pari a euro 13.608. Se la stessa casa fosse stata acquistata come prima casa, l’imposta di registro da pagare sarebbe invece 2.772 euro. A questa vanno aggiunte le imposte di cui sopra, ossia 100 euro tra imposta ipotecaria e catastale. Gli unici casi in cui si può pagare meno l’imposta di registro sulla seconda casa, usufruendo di riduzioni fiscali, riguardano il trasferimento della proprietà per donazione oppure per successione, entrambi atti che non sono acquisti diretti.