Il sistema regolatore del clima europeo potrebbe collassare: il nuovo studio
Il sistema di correnti che regola il clima globale potrebbe collassare: un’affermazione che divide la comunità scientifica ma che, se dovesse divenire realtà, avrebbe conseguenze devastanti.

L’AMOC (Atlantic meridional overturning circulation, capovolgimento meridionale della circolazione atlantica) è un complesso sistema di correnti in grado di regolare e influenzare il sistema climatico di gran parte del Pianeta.
Qualsiasi variazione l’AMOC subisca ha dunque un impatto significativo sul sistema climatico globale e, per quanto tenuto sotto costante controllo, l’attuale crisi climatica potrebbe averne accelerato il collasso.
A lanciare l’allarme è un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances: in meno di cento anni l’AMOC potrebbe collassare, con conseguenze disastrose.
AMOC, clima e riscaldamento globale

L’AMOC, che comprende anche la corrente dell’emisfero boreale (Gulf stream, importante per rendere temperato il clima dell’Europa occidentale) è un grande sistema di correnti oceaniche e, spiega il Met Office (il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, del Department for Business, Energy and Industrial Strategy)
È guidato dalle differenze di temperatura e contenuto di sale – la densità dell’acqua. Quando l’acqua calda scorre verso nord si raffredda e si verifica una certa evaporazione, che aumenta la quantità di sale. La bassa temperatura e un alto contenuto di sale rendono l’acqua più densa e quest’acqua densa sprofonda in profondità nell’oceano. L’acqua fredda e densa si diffonde lentamente verso sud, diversi chilometri sotto la superficie. Alla fine, viene riportato in superficie e si riscalda in un processo chiamato “risalita” e la circolazione è completa.
Un processo essenziale purché gli oceani si mescolino nel modo corretto, con la distribuzione delle giuste quantità di calore ed energia in un equilibrio che condiziona il clima e lo rende come oggi lo conosciamo.
Nel corso del tempo la densità dell’acqua ha però subito alterazioni non indifferenti a causa del riscaldamento globale: gli oceanografi che osservano l’AMOC hanno dunque notato delle variazioni “anomale” e lo studio sopracitato, pubblicato lo scorso 9 febbraio, indica come l’AMOC sia letteralmente «sulla buona strada per ribaltarsi».
L’allarme degli studiosi, ma non tutti sono “preoccupati”

L’AMOC, importante regolatore climatico in quanto trasporta energia termica dai tropici e dall’emisfero australe verso il Nord Atlantico trasferendo il calore all’atmosfera, potrebbe collassare in meno di cento anni: questo quanto risulta dopo le simulazioni effettuate dagli studiosi guidati da René van Westen, dell’Università di Utrecht.
Nello specifico sono stati simulati dei cambiamenti su un periodo di 2 mila anni, avvalendosi di modelli computerizzati del clima globale; il risultato è che un lento declino causerà probabilmente un collasso improvviso al quale sarà impossibile adattarsi
Questa è una brutta notizia per il sistema climatico e per l’umanità poiché fino ad ora si poteva pensare che il ribaltamento dell’Amoc fosse solo un concetto teorico e che il ribaltamento sarebbe scomparso.
Precisa lo studio, elencando anche le disastrose possibili conseguenze: dall’aumento del livello del mare e quindi l’inondazione di alcuni siti, a temperature irregolari in tutto il globo con l’inversione delle stagioni in Amazzonia, il raffreddamento del continente europeo e sempre meno piogge; cambiamenti che potrebbero avvenire con una velocità di almeno dieci volte superiore all’attuale, motivo per cui l’adattamento diverrebbe insostenibile
Ciò che ci ha sorpreso è stata la velocità con cui si verificano i cambiamenti. Sarà devastante.
Ha detto René van Westen, e non è la prima volta che la scienza si preoccupa per l’AMOC (e la comunità si divide). Lo scorso anno uno studio effettuato dall’Istituto Nils Bohr e dall’Istituto di scienze matematiche dell’università di Copenhagen lanciava lo stesso monito, parlando di un possibile collasso del sistema con una probabilità del 95 % (tra il 2025 e il 2095).
Alcuni scienziati sostengono però che le analisi effettuate specialmente su dati statistici non possano essere considerate completamente vere e che l’AMOC si sia sempre modificato in maniera considerevole e non “solo” a causa delle variazioni della temperatura delle acque di superficie, ma da diversi fattori.
Per quante opinioni diverse possano esserci, rimane innegabile quanto l’attuale condizione climatica possa influenzare ogni equilibrio del Pianeta e ne esistono consistenti dimostrazioni, motivo per cui sarebbe bene non ignorare ciò che gli scienziati arrivano a dire dopo attenti studi e valutazioni.