Il metano: il gas serra più potente alla base del riscaldamento globale

Autore:
Antonia Cataldo
  • Laurea in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Alla scoperta del metano, il gas serra più potente della CO2, all’origine del riscaldamento globale.

Riscaldamento, Globale
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Il metano è in assoluto il gas serra più pericoloso e può considerarsi uno dei principali fattori scatenanti il riscaldamento globale. Produce infatti un effetto circa 25-30 volte maggiore rispetto all’anidride carbonica e la sua concentrazione in atmosfera continua ad aumentare senza sosta.

Che cos’è il metano?

Il metano è un gas inodore, incolore, insapore ed infiammabile, facilmente reperibile in natura, che fa parte di un gruppo di sostanze chimiche, i composti organici volatili (COV).

Si tratta del più potente tra i gas serra e ha una vita di dieci anni circa, periodo durante il quale viene progressivamente distrutto da altre sostanze chimiche presenti nell’aria.

Un altissimo potenziale di riscaldamento

Artico
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Nel 2023 l’Agenzia Internazionale per l’Energia  (IEA) ha pubblicato un rapporto in cui evidenziava la responsabilità del metano dell’aumento di circa il 30% delle temperature globali dalla Rivoluzione Industriale ad oggi.

A differenza della CO2, il metano decade in atmosfera, ma nel periodo di “attività” ha un potenziale di riscaldamento superiore di circa 80 volte.

È evidente ormai che il livello di metano stia devastando gli equilibri naturali: basti pensare al riscaldamento terrestre che sta colpendo l’Artico, oppure il caldo fuori stagione che ha colpito anche l’Europa a fine anno 2023.

Il continente infatti ha visto un mese di settembre caldo, caldissimo. Il più caldo di sempre, con temperature di 2,5 gradi Celsius al di sopra della media.

Le concentrazioni di metano nell’atmosfera stanno aumentando e sono motivo di grande preoccupazione.

Ricerche costanti sulle fonti e le tendenze delle emissioni di metano

Diversi gruppo di scienziati stanno investigando sulle fonti di questo gas, che può avere origini naturali ma anche antropiche. Per esempio, durante il processo di decomposizione del materiale organico, l’azione batterica  in assenza di ossigeno produce metano.

Gli studi coinvolgono l’individuazione di fonti di metano anche in contesti scarsamente monitorati, e si nota un aumento dei livelli negli ultimi 20 anni, con variazioni non uniformi, ma con una tendenza in aumento.

Negli anni 2000, la crescita del metano si è quasi arrestata per alcuni anni e le ragioni sono ancora dibattute

ha dichiarato a Climate Now Vincent-Henri Peuch, direttore del Copernicus Atmosphere Monitoring Service.

Possiamo dire che il gas proviene da tre fonti diverse:

  • un terzo dalle industrie del petrolio e del gas;
  • un terzo dall’agricoltura, compreso il bestiame;
  • e un terzo dalla natura.

Quale di queste è responsabile del costante aumento del metano?

Gli esperti hanno bisogno di maggiori informazioni per comprendere cosa stia realmente accadendo in natura.

Le zone del mondo non ancora prese in esame sono innumerevoli e pertanto è essenziale condurre ulteriori ricerche per identificare con precisione le fonti responsabili del costante aumento del metano e sviluppare strategie efficaci per mitigare questo fenomeno.

Ciò che è chiaro sono le conseguenze, che sono sotto i nostri occhi, quotidianamente: lo scioglimento dei ghiacci e gli animali che rischiano di morire di fame, oltre a temperature elevate, ecosistemi devastati, siccità, alluvioni.

Nostra responsabilità è prevenire le emissioni causate dall’uomo, un’azione che ha doppio effetto: quello di diminuire in parte le emissioni umane e le future emissioni naturali.

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