Il curioso caso dei cactus in Trentino Alto Adige e in Svizzera
I cactus trovano il loro habitat in Trentino Alto Adige e Svizzera. Ma la causa è il cambiamento climatico

Per gli amanti delle succulente e delle cactacee questa potrebbe sembrare una notizia molto interessante, ma in realtà non lo è affatto. La comparsa di cactus sulle Alpi è un grido d’aiuto, forte e potente, un problema che indica un’evidente alterazione degli equilibri naturale, che si sono sviluppati nell’arco di millenni.
Trentino e Svizzera sotto i riflettori

In Trentino Alto Adige e in alcune zone della Svizzera, gli studiosi, hanno riscontrato l’anomalo sviluppo di alcune piante alloctone, le Opuntia, meglio conosciute come Fichi d’India.
Originarie delle Americhe, si sono ormai diffuse in altre svariate parti del mondo, dall’Australia al Sud del Belpaese, dove, ovviamente, troviamo un clima caldo che ne favorisce lo sviluppo.
Il fatto che stiano trovando le condizioni ideali anche in zone montane deve rappresentare un campanello d’allarme.
Un infestante piantato per diletto
Questo fatto singolare è stato trattato da diverse testate e televisioni nazionali e non, nonché dal prestigioso The Guardian.
A cosa bisogna attribuire la causa di questo evento? Al cambiamento climatico, ovviamente!
Il Museo delle Scienze di Trento ha dichiarato
Il fico d’India, un’esotica infestante portata per diletto in luoghi lontani da quello d’origine, può finire per porre salde radici, estromettendo le piante autoctone. Sul Doss Trento, da una cinquantina d’anni c’è non a caso un fico d’India che probabilmente qualcuno aveva deciso di piantare a sud: una zona molto calda che non gela d’inverno, clima che ha consentito alla pianta di resistere nel tempo. Non si esclude che, “grazie” al cambiamento climatico, questa non possa cominciare a crescere anche altrove
Secondo altre fonti il cactus “incriminato” sarebbe stato importato dagli Stati Uniti circa 2 secoli orsono.
Un pericolo per gli ecosistemi locali?
Il Museo delle Scienze di Trento ha dichiarato:
(…) sebbene cactus e fichi d’India non costituiscano ad oggi un problema per il Trentino, vi sono altre piante invasive che minacciano il nostro territorio, a partire dal “poligono del Giappone”, che da noi ha cominciato a crescere lungo le rive dei fiumi, ponendo radici profonde fino a 2 metri, cosa che consente facilmente alla pianta di riedificarsi (…)
Nel Vallese, in Svizzera, il paesaggio creato da questo tipo di cactus potrebbe rimandare ad una vecchia pellicola Western.
Si tratta di un fenomeno per il quale le autorità locali hanno deciso di intervenire.
Ecco le parole di Gérard Granges-Maret della riserva naturale commissione Les Follatères in Vallese per tvsvizzera.it:
Non parliamo di una strategia zero-cactus, però dobbiamo contenerli. La loro proliferazione sta danneggiando le altre piante della riserva, ma anche di altre zone del Vallese
Vette innevate? No solo cactus!
Ormai, il commento generale è che i cactus stiano sostituendo la neve dalle vette Trentine.
Le temperature in tutta la catena montuosa sono aumentate due volte più velocemente della media globale e le medie in Svizzera sono già di 2,4°C più calde rispetto a quelle tra il 1871 e il 1900.
Implicazioni ambientali importanti
La presenza di cactus può avere diverse implicazioni ambientali significative:
- potrebbero competere con specie autoctone per risorse limitate di acqua e nutrimenti;
- potrebbero alterare le caratteristiche del suolo, influenzando per esempio la disponibilità di acqua necessaria al sostentamento di altre specie;
- il rischio di un possibile impatto sulla fauna locale è reale e si può tradurre in difficoltà nella nidificazione, per esempio.
Il cambiamento climatico sta portando tanti, troppi cambiamenti, soprattutto nelle zone montuose, nel mondo.
E noi intanto, restiamo a guardare.
Il curioso caso dei cactus in Trentino Alto Adige e in Svizzera: foto e immagini