Troppo caldo durante il giorno, lo stambecco diventa animale notturno

Autore:
Valentina Sole
  • Autore specializzato in tematiche ambientali

Il riscaldamento globale ha portato a grandissimi cambiamenti anche nel comportamento di diverse specie animali. Lo stambecco si rivela un perfetto animale notturno e sfida il suo più grande predatore, il lupo. 

Stambecco
Photo by FelixMittermeier – Pixabay

Un recente studio afferma che alcune specie animali stanno modificando le loro abitudini di vita, adattandosi alle temperature notturne.

Gli stambecchi stanno dimostrando un grande spirito di adattamento, trasformandosi in animali notturni: la notte offre infatti temperature più fresche che favoriscono una vita più attiva.

Uno studio tutto made in Italy

È firmato da due Università italiane, quella di Sassari e di Ferrara, lo studio che vede protagonista lo stambecco, ungulato selvatico dalle forme massicce che ha già dimostrato un grandioso spirito di adattamento fra le vette, anche nei periodi più rigidi dell’anno.

Con l’aumentare delle temperature si è notato un cambiamento nelle abitudini del mammifero che sembra prediligere il fresco delle notti luminose.

In un lasso di tempo dal 2006 al 2019 i ricercatori hanno esaminato il comportamento di ben 47 stambecchi delle Alpi presso nel Parco nazionale del Gran Paradiso e nel Parco nazionale svizzero, attraverso l’ausilio di speciali  collari GPS provvisti di sensori di movimento.

Tutta colpa della crisi climatica

Il caldo è troppo, anche per gli stambecchi!

Un precedente studio datato 2019 aveva spiegato come la crisi climatica influisca sugli stambecchi portandoli a spostarsi verso altitudini più elevate, nonostante la scarsità di approvvigionamento alimentare.

I ricercatori Francesca Brivio, Marco Apollonio e Stefano Grignolio hanno affermato:

Sopra i quindici gradi gli stambecchi interrompono le proprie attività: è come se facessero una siesta pomeridiana.

Chi ha paura del lupo?

Lupo
Photo by colfelly – Pixabay

Lo spirito di adattamento degli stambecchi rappresenta anche un rischio reale: quello di incontrare il loro predatore numero 1, il lupo, che è solito cacciare di notte.

Ci aspettavamo di registrare una maggiore attività notturna da parte degli stambecchi in Svizzera, dove i lupi non erano presenti. Invece, abbiamo assistito all’esatto opposto, registrando un’attività maggiore in presenza dei predatori

ha spiegato Francesca Brivio, co-autrice dello studio.

Anche le femmine, che risultano più attente dei maschi, sembrerebbero voler sfuggire maggiormente dal caldo che dai lupi, soprattutto in presenza di cuccioli.

Gli stambecchi diventano più notturni in risposta al caldo, sia nell’area dove c’è il lupo sia dove è assente, quindi, il rischio di essere predati è meno importante del bisogno di vivere in condizioni ideali da un punto di vista termico

spiega Stefano Grignolio, docente dell’Università di Ferrara che ha coordinato lo studio.

L’urgenza della conservazione della biodiversità

L’ aumento dell’attività notturna negli animali a sangue caldo diurni suggerisce che potrebbe essere una strategia comune adottata in risposta al cambiamento climatico.

Questa ricerca è fondamentale nella comprensione di quanto i cambiamenti climatici stiano modificando i comportamenti degli animali selvatici, anche in ambienti montani.

Occorre agire per la conservazione e la tutela della biodiversità mettendo in atto nuove strategie volte a tutelare, tra gli altri, anche gli ambienti montani e la fauna alpina.

Implementare politiche di conservazione e promuovere la sostenibilità è cruciale per garantire un futuro armonioso per gli ecosistemi montani, preservando così la ricchezza della flora e fauna uniche di queste regioni.

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