Il conto dei consumi dei più ricchi pesa sul Pianeta: vale migliaia di miliardi ogni anno
Una recente ricerca pubblicata su Nature parla dei danni ambientali dei ricchi, stimando a circa 1.700-5.700 miliardi di dollari l’impatto annuale del 10% dei consumatori più ricchi del pianeta, in cui rientrano il 40-45% degli europei e ben 20 milioni di italiani. Ecco quanto costano al mondo intero.
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Partendo dal concetto di ricchezza su scala globale (e non occidentale), una recente ricerca pubblicata su Nature ha svelato che il 10% dei consumatori più ricchi del pianeta sono in grado di provocare un danno ambientale che va dai 1.700 ai 5.700 miliardi di dollari all’anno. In questa percentuale di persone benestanti rientrano il 40-50% della popolazione europea e ben 20 milioni di italiani. Dai voli intercontinentali prenotati all’ultimo minuto ad una casa riscaldata tutto l’inverno, questa minuscola percentuale di persone provoca danni enormi all’intero pianeta.
Si tratta di un impatto che va dai 2.300 ai 7.500 dollari a persona, e che anche nella stima più bassa eguaglia la somma di due fabbisogni finanziari internazionali: 675 miliardi l’anno necessari entro il 2030 per colmare il divario di finanziamento della biodiversità e 993 miliardi l’anno per l’azione climatica, concordati alla Cop30 di Belém nemmeno un anno fa.
I danni ambientali dei ricchi

Un gruppo di ricercatori della Leiden University ha provato a stabilire il prezzo dei gesti dei più ricchi del pianeta, basandosi sulla scala di ricchezza globale. Il risultato è a dir poco spaventoso: da un lato si evince che nella fascia dei più abbienti rientra il 40-45% della popolazione europea (di cui 20 milioni di persone sono italiane), e dall’altro che il danno ambientale che provocano va dai 1.700 ai 5.700 miliardi di dollari all’anno. Il coautore dello studio Paul Behrens spiega che:
Il 10% più ricco è importante non solo perchè causa il danno maggiore, ma anche perchè ha la maggiore capacità di ridurlo. Questo gruppo pesa non solo come insieme di consumatori, ma anche come investitore e datore di lavoro.
Quello che sciocca maggiormente è che questo 10% non rispecchia l’immagine comune del super-ricco in senso occidentale, ma include chi spende più di 27.000 dollari l’anno al netto delle tasse (circa 23.700 euro), esclusi mutui e risparmi. Questa soglia, nei paesi ad alto reddito, include una fascia di popolazione molto più ampia di quanto si possa immaginare.
Europa e Italia

Da questo studio, l’Europa emerge come protagonista involontaria di un ingente danno ambientale: oltre il 60% dei super-ricchi vive tra Stati Uniti e UE, contro il 2% dell’India. I ricercatori hanno confrontato le impronte di consumo del 10% più ricco (provenienti da un precedente studio su Nature del 2024), con i valori dell’Environmental Prices Handbook 2024 e hanno scoperto che le impronte coprono 4 dei 9 confini planetari:
- clima,
- biodiversità,
- azoto e fosforo,
- acqua dolce.
Il conto pro-capite più alto, riguarda però gli States, dove il decile più ricco deve tra i 19.000 e i 63.000 dollari l’anno all’ambiente. A livello globale, la perdita di biodiversità pesa per il 47-56% del conto totale, il cambiamento climatico per il 36-45%, l’azoto per il 6-8% e acqua e fosforo restano sotto il 2% ciascuno. Questa distribuzione, secondo gli autori, conferma la necessità di trattare insieme le politiche sul clima e quelle sulla biodiversità, essendo i due aspetti strettamente connessi tra loro. Gli autori affermano che dare un prezzo al danno serve per orientare la tassazione ambientale verso chi ha più responsabilità e capacità di pagare (gli stessi soggetti che godono anche di condizioni più favorevoli in termini di vivibilità).