Il caldo fa aumentare il mal di testa

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Più fa caldo e più aumentano gli episodi di mal di testa; a rilevarlo è uno studio condotto dall’Università di Cincinnati, secondo cui esiste un legame tra condizioni meteorologiche ed emicrania.

Caldo e mal di testa
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Ormai si ha la certezza: il caldo aumenta il rischio di soffrire di mal di testa. La correlazione tra surriscaldamento globale, aumento delle temperature e frequenti episodi di emicrania è ormai assodata grazie a una recente condotta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Cincinnati in collaborazione con la Icahn School of Medicine del Mount Sinai Hospital di New York.

Mal di testa e anticorpi monoclonali

In particolare, lo studio si è incentrato sul confronto di 70mila autovalutazioni giornaliere di 660 pazienti affetti da emicrania con i dati meteorologici delle loro località di provenienza e i risultati hanno confermato il legame tra l’aumento delle temperature e la frequenza degli episodi di mal di testa. Nello specifico, per ogni aumento di 5,5°C della temperatura la frequenza degli episodi di emicrania aumenta del 6% circa.

L’origine dello studio, in realtà, è legata alla valutazione dell’efficacia di un farmaco a base di anticorpi monoclonali appositamente realizzato per prevenire il mal di testa all’aumento delle temperature, di nome Fremanezumab.

Quest’ultimo è uno degli anticorpi monoclonali approvati negli Stati Uniti proprio per il trattamento dell’emicrania cronica: in sostanza, agisce bloccando il CGRP, un peptide legato al gene della calcitonina che ha il compito di trasmettere i segnali del dolore al cervello e al sistema nervoso.

Gli studiosi, a fine indagine, hanno scoperto che i pazienti trattati con Fremanezumab non soffrono più di emicrania all’aumento delle temperature.

Che legame c’è tra caldo ed emicrania?

C’è da aggiungere, poi, che lo studio non solo dimostra l’efficacia del farmaco nel contrastare l’emicrania causata dai cambiamenti meteorologici, ma è anche in grado di dimostrare che terapie specifiche per l’emicrania e, quindi, volte a bloccare il CGRP possono trattare anche i mal di testa causati dalle temperature elevate.

Abbiamo scoperto che gli aumenti della temperatura sono stati un fattore significativo nell’insorgenza dell’emicrania in tutte le regioni degli Stati Uniti.

Queste le dichiarazioni di Vincent Martin, professore di Medicina dell’Università di Cincinnati e direttore del Centro per il mal di testa e il dolore facciale della stessa università.

Emicrania, un disturbo ampiamente diffuso

L’emicrania è senza alcun dubbio la forma di mal di testa maggiormente diffusa, tanto che le stime riportano che ne soffra più di 1 persona su 10 al mondo (cioè circa il 14% della popolazione globale). Basti pensare che solo in Italia sono almeno 6 milioni le persone che dichiarano di soffrire di frequenti episodi di mal di testa.

La cefalea, più in generale, in alcuni casi può anche rivelarsi invalidante, soprattutto se si tratta di un disturbo cronico che non risponde ad alcun trattamento farmacologico. Gli antidolorifici possono alleviare il dolore, ma non risolvono del tutto il problema.

Emicrania
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In particolare, è la cefalea a grappolo a causare i principali problemi, tanto da essere stata soprannominata “da suicidio” proprio per l’intensità del dolore che provoca. L’unico modo per trovare sollievo è cercare di mantenere gli ambienti domestici il più freschi possibile, magari installando climatizzatori e deumidificatori adeguati, evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, proteggersi quando ci si espone al sole e idratarsi costantemente durante la bella stagione.

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