Il caldo estremo fa nascere una nuova emergenza: una famiglia su cinque ne è colpita

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Erika Fameli
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Con cooling poverty si identifica l’impossibilità di mantenere una temperatura sicura in casa a causa di difficoltà economiche o di carenze strutturali delle abitazioni e dei quartieri. Si tratta di una condizione sempre più diffusa, che in Europa colpisce una famiglia su cinque.

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In questi giorni l’Europa sta facendo i conti con temperature di caldo record, che in molti casi stanno superando i 40°C e che si attestano tra i 9 e i 13 gradi al di sopra della media stagionale. Si tratta di un caldo estremo che sta mettendo in ginocchio intere città, e che su alcune famiglie pesa molto più che su altre: per milioni di persone l’aumento delle temperature rappresenta una vera e propria minaccia alla salute, a causa della cosiddetta cooling poverty.

Si tratta di una condizione di impossibilità di mantenere una temperatura sicura in casa a causa di difficoltà economiche o di carenze strutturali delle abitazioni e dei quartieri, e che impedisce ad una famiglia su cinque di raffrescare il proprio immobile. La situazione è sempre più grave, e sta mettendo a rischio la salute di un numero sempre più elevato di persone.

Cooling poverty

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Quando si parla di cooling poverty, spesso si fa l’errore di associare questa condizione a zone sub-sahariane o tropicali, non pensando minimamente che possa colpire anche l’Europa. In UE, invece, una famiglia su cinque non riesce a mantenere una temperatura domestica tale da rientrare nella soglia di sicurezza. I fattori che entrano in gioco e che provocano questa condizione sono:

  • l’isolamento termico dello stabile in cui si vive;
  • l’assenza di alberi nel proprio quartiere;
  • difficoltà economiche sia per l’acquisto di un condizionatore, che per il pagamento delle bollette dell’elettricità.

A diffondere i dati allarmanti della cooling poverty in Europa è un’indagine del 2023, che rivela che il 26% delle famiglie non riesce a mantenere la casa fresca, e che il 35% di queste appartiene alla fascia dei nuclei a basso reddito. Si tratta di valori che arrivano a quasi il doppio di quelli registrati nel 2012 e che, soprattutto con le temperature record di questi giorni, mettono a rischio la salute di milioni di cittadini europei.

La geografia del fenomeno

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Le aree più colpite dalla cooling poverty sono le città, mediamente più calde delle aree rurali circostanti di 7-10 gradi, e in particolare quelle francesi, portoghesi e spagnole. Questi sono i Paesi che risultano essere esposti maggiormente al caldo domestico, e che anche in questi giorni stanno registrando le condizioni più difficili in cui vivere. La Spagna sta intervenendo sulla mitigazione del fenomeno costruendo una rete di rifugi climatici, ma il rischio per la sopravvivenza rimane alto. Il caldo estremo, infatti, aumenta i ricoveri per infarto, ictus e insufficienza respiratoria, soprattutto tra le persone che già vivono in condizioni difficili; e solo nel 2023 ha provocato 48.000 decessi.

I quartieri con meno alberi e più asfalto in cui si incontrano i tassi più alti di malattie da calore, e rendono evidente non solo come la sopravvivenza dal caldo sia anche un fattore economico, ma come sia sempre più stringente la necessità di aumentare il verde urbano per garantire una maggiore vivibilità delle città e una maggiore sicurezza per i cittadini. Città, politiche e progettazione urbana possono cambiare chi sopravvive all’estate e chi no, e questo è un dato di fatto ormai innegabile.

Cooling poverty: foto e immagini