Il caldo estremo cambia volto all’Europa: cosa raccontano gli ultimi dati

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Erika Fameli
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I dati di Copernicus confermano che lo scorso giugno è stato il più caldo di sempre, e il secondo mese con le temperature più alte in assoluto. L’Europa, investita da un caldo anomalo e asfissiante, si avvicina sempre più al limite di sopportazione, e ogni grado in più che si registra fa salire l’allarme.

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L’Europa ha vissuto il mese di giugno più caldo di sempre, con una temperatura media di 3 gradi in più rispetto alla media del periodo 1991-2020. I 20,74°C registrati il mese scorso battono anche il record del giugno 2025, e gli esperti entrano in allarme. Come spiega Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), infatti:

Il mese appena trascorso dimostra quanto profondamente stia cambiando il clima.

Il programma europeo per il monitoraggio della Terra Copernicus registra gli ennesimi record di temperature, e l’Europa si avvicina sempre di più al limite.

Lo scorso giugno è stato il più caldo di sempre

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Il mese di giugno 2026 è stato il giugno più caldo di sempre e il secondo mese più caldo per il Pianeta nel suo insieme. Si tratta di un dato allarmante, che include anche l’innalzamento delle temperature superficiali del mare, anch’esse da record nel mese appena concluso, come spiega Copernicus:

A livello globale, la temperatura media mensile del mare per l’oceano extrapolare (quindi compreso tra le latitudini 60°S e 60°N) è stata la più alta registrata a giugno, superando di 0,01°C il precedente record stabilito nel giugno 2024, a causa, in parte, dello sviluppo di forti condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale.

Le condizioni, quindi, sono tutt’altro che rosee, e chi sperava in una stagione estiva più clemente rispetto a quelle passate, deve riporre le proprie speranze altrove. Le ondate di calore che si stanno registrando in tutta Europa stanno mettendo i cittadini a dura prova. Si tratta di una condizione che ha effetti su moltissimi aspetti della vita quotidiana, e che si traduce in restrizioni sugli orari lavorativi per tutelare i lavoratori, nell’impossibilità per anziani e bambini di uscire di casa nelle ore più calde e nella vivibilità sempre più scarsa nelle città.

L’Europa è al limite

Anno più caldo della storia
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In Europa, inoltre, si è diffusa una siccità importante che, unita al caldo estremo, ha provocato incendi nella penisola iberica e nel sud della Francia, aumentando il rischio di crisi idrica in alcune zone dell’Europa orientale. La terza ondata di calore in poche settimane si va a sommare, quindi, ad una situazione già estremamente esacerbata dalle ondate di maggio e giugno:

I dati che raccogliamo descrivono un sistema climatico che continua ad accumulare calore. Il risultato sono ondate di calore sempre più intense, un oceano persistentemente caldo e rischi crescenti per le persone, gli ecosistemi e le infrastrutture in tutta Europa e non solo.

Le città stanno reagendo, ognuna a loro modo, e se in Francia si ricoprono le finestre con teli termici, in Spagna i rifugi climatici offrono riparo e refrigerio dalla calura urbana. In Italia le misure contro il caldo estremo non risultano particolarmente efficienti, e anzi si cerca una linea comune, che però ancora manca. Bologna si è attivata con i rifugi climatici, mentre a Roma avanza la tutela delle aree verdi. Genova ha avviato i suoi progetti di depavimentazione, e sempre più città stanno comprendendo che l’abbassamento delle temperature passa attraverso il verde urbano, che deve necessariamente riprendere terreno rispetto al grigio dell’asfalto. La mitigazione degli effetti del cambiamento climatico è essenziale per sopravvivere a questo caldo, e non è possibile pensare di intervenire solamente nel momento dell’emergenza: servono strategie pensate, studiate e preventive.

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