Il Belpaese tra i paesi europei più a rischio catastrofe naturale
L’Italia sale sul podio: è tra i paesi europei a maggior rischio di catastrofe naturale

Un recente studio del Disaster Risk Management Knowledge Centre (DRMKC) del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea mostra chiaramente che l’Italia merita il podio tra i paesi europei più esposti al rischio di catastrofi naturali.
L’Italia sul tetto d’Europa
Attraverso dati Eurostat, lo studio pone l’attenzione sull’indice di vulnerabilità ai disastri naturali, nei paesi europei, in un lasso di tempo tra il 2005 ed il 2035 considerando fattori politici, socio-economici ed ambientali.
Dai dati emerge evidentemente come l’Italia si ponga tra i paesi a maggior rischio, con un indice pari a 5.9. Questo dato dipende dalla frequenza con cui avvengono alluvioni e catastrofi naturali che ripetutamente si abbattono sulle provincie italiane.
L’Europa divisa in gruppi
Sulla base della frequenza con cui gli eventi ambientali si abbattono sui paesi, l’Europa è stata divisa in gruppi:
- ad alta vulnerabilità, stabile nel tempo: Italia, Bulgaria, Romania e Grecia;
- a media vulnerabilità, ma in aumento: Austria, Francia, Cechia, Belgio, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Cipro, Irlanda e Regno Unito;
- a bassa vulnerabilità, ma in aumento: Paesi scandinavi, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Islanda;
- a media vulnerabilità e in calo, ma con traiettorie variegate nell’arco del trentennio considerato.
Essere vulnerabili

Secondo lo studio eseguito dal JRC, la vulnerabilità è una delle tre componenti di rischio, unitamente a pericoli ed esposizione ai pericoli.
Il rischio comporta valutare gli effetti potenziali di terremoti, erosione del suolo, alluvioni, siccità, ecc., sugli oggetti o sulle persone che potrebbero essere colpiti, nonché la tendenza che oggetti e persone hanno a subire danni o perdite a causa di tali eventi.
La vulnerabilità italiana
Non tutti i sistemi o le comunità esposte a uguale pericolo affrontano lo stesso grado di rischio.
Infatti, la vulnerabilità gioca un ruolo chiave nel determinare il livello di rischio. Le aree geografiche molto esposte a un certo tipo di rischio possono avere una bassa vulnerabilità e quindi essere considerate a basso rischio.
Un esempio chiaro ed evidente: un edificio tradizionale è più vulnerabile di uno costruito con criteri antisismici.
Nel 2022, la Calabria risultava essere la più vulnerabile (Reggio Calabria prima fra tutte le provincie) seguita da Campania e Sicilia. Le regioni meno vulnerabili sono Friuli Venezia Giulia e Liguria, mentre Trento è la capolista delle provincie.
Perché un paese è vulnerabile?
Un paese è più vulnerabile ad eventi catastrofici naturali a causa di fattori diversi, per esempio l’urbanizzazione in zone sismiche oppure in aree soggette ad alluvioni.
Sicuramente il cambiamento climatico intensifica gli eventi metereologici estremi, il 2023 ha fatto registrare un incremento record del 30% per quanto riguarda le vittime causate da fenomeni estremi collegati alla crisi climatica.
La mancanza di pianificazione urbana può aumentare i danni provocando anche morti. Senza dimenticare che la crescente esposizione agli eventi climatici estremi dovuta alla densità della popolazione nelle aree costiere e l’alterazione degli ecosistemi naturali aumentano la vulnerabilità di un paese.