Il 60% dell’Italia è a rischio: l’allarme degli esperti preoccupa sempre di più

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Erika Fameli
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La siccità in Italia sta raggiungendo livelli sempre più preoccupanti, e gli esperti affermano che attualmente è a rischio il 60% dell’intero territorio nazionale. Le temperature record di questa estate bollente continuano a mettere sotto pressione lo Stivale, e in particolar modo l’agricoltura.

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Le ondate di calore che stringono l’Italia in una morsa infernale sembrano non finire più. Dopo i primi caldi di giugno, infatti, l’afa non ha più lasciato lo Stivale, con un susseguirsi di ondate di calore sempre più intense e prepotenti. In questo scenario, l’agricoltura italiana risulta essere particolarmente sotto pressione, e gli incendi sempre più frequenti aggravano il bilancio di un’estate segnata da colonnine di mercurio ai massimi storici ed eventi estremi lungo tutta la Penisola.

A lanciare l’allarme siccità in Italia è Coldiretti, che afferma che oltre il 60% del territorio nazionale è interessato da condizioni critiche in termini idrici, che spaziano da livelli di allerta lieve a situazioni decisamente gravi. Il quadro, secondo l’organizzazione, richiede con urgenza un piano nazionale degli invasi per rafforzare la gestione delle risorse idriche.

Siccità in Italia

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Coldiretti ha lanciato nei giorni scorsi un allarme siccità in Italia. Sulla base dei dati e delle mappe forniti da Copernicus, infatti l’organizzazione ha sottolineato come la crisi idrica stia interessando oltre il 60% dell’intero territorio nazionale, con ricadute particolarmente gravi nel settore agricolo. La mancanza di piogge, infatti, sta mettendo sotto pressione l’intero comparto, e le colture che stanno soffrendo di più sono:

  • mais,
  • riso,
  • soia,
  • pascoli,
  • ortaggi,
  • uva,
  • olive,
  • frutta.

La criticità, però, non si ferma alle colture, e interessa anche le stalle, dove la produzione di latte è diminuita del 20%, stando ai dati della confederazione. Si tratta di una situazione senza precedenti, aggravata anche dalla diffusione a macchia d’olio di incendi boschivi sempre più frequenti e violenti, che dall’inizio dell’anno hanno portato alla distruzione di quasi 75.000 ettari tra boschi e terreni (dai del sistema europeo Effis). La preoccupazione maggiore riguarda l’impoverimento del suolo e l’esaurimento delle risorse agricole a velocità sostenute, che mettono in pericolo sia l’ambiente che le economie locali che su di esse basano la propria sopravvivenza. Per questo, Coldiretti lancia un vero e proprio appello alle istituzioni, chiedendo un intervento immediato a tutela sia dei consumatori che dei produttori.

L’allarme di Coldiretti

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L’organizzazione torna a chiedere con sollecitudine alle istituzioni la realizzazione di un piano nazionale degli invasi, con bacini destinati sia ad usi civili che agricoli, dotati di sistemi di pompaggio per la produzione di energia idroelettrica. Secondo Coldiretti, infatti, oggi l’Italia è in grado di trattenere solamente l’11% dell’acqua piovana che cade sul territorio nazionale, quantità decisamente insufficiente rispetto alla crescente frequenza dei periodi di siccità e dell’aumento del fabbisogno idrico. Per questo, la confederazione agricola sollecita una strategia più ampia e condivisa a livello nazionale, che comprenda la manutenzione dei corsi d’acqua, il potenziamento delle reti di distribuzione e il recupero delle infrastrutture idriche già esistenti ma malfunzionanti o in disuso.

Questo tipo di intervento, secondo Coldiretti, non si può più rimandare, e aiuterebbe l’Italia non solo a superare questo difficile momento storico, ma anche a gettare le basi per un futuro più sicuro. Negli ultimi 4 anni, infatti, i danni provocati dagli eventi climatici estremi all’agricoltura italiana ammontano a circa 20 miliardi di euro: perdite che il nostro Paese non può più permettersi di sostenere.

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