I pannelli solari sul tetto sono rischiosi? Ecco la risposta che cercavi

Autore:
Elisa Cardelli
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Tempo di lettura: 4 minuti

L’energia solare si è affermata come una delle fonti di energia rinnovabile più promettenti. Sempre più persone stanno optando per l’installazione di pannelli solari sui tetti delle proprie abitazioni per sfruttare l’energia solare e ridurre i costi energetici. Tuttavia, sorgono spesso preoccupazioni riguardo alla sicurezza di tali impianti. Quindi, è lecito chiedersi: i pannelli solari sul tetto sono rischiosi?

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Molte persone che stanno valutando l’installazione di pannelli solari sul tetto, si chiedono quali possibili rischi potrebbero derivarne. La domanda di questi sistemi sta aumentando grazie alla crescente sensibilità degli italiani nei confronti della sostenibilità ambientale e al loro impegno nel modificare le proprie abitudini per un futuro più ecologico.

Inoltre, sono ben noti anche gli altri vantaggi dei pannelli solari tra cui spicca il risparmio sulle bollette energetiche. A rendere ancora piú allettante l’idea di installare questi sistemi sono poi gli incentivi governativi che consentono di recuperare l’investimento iniziale più rapidamente.

Risulta quindi indubbio che ci siano tanti vantaggi e lati positivi nell’installazione dei pannelli solari, ma resta tuttavia la preoccupazione che la presenza di pannelli solari sul tetto possa rappresentare una minaccia per la sicurezza. Vediamo quindi quello che c’è da scoprire per comprendere e valutare se i pannelli solari sul tetto sono o meno pericolosi.

Pannelli solari sul tetto: esiste il rischio di folgorazione e radiazioni?

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La preoccupazione relativa al pericolo di essere colpiti da una scarica elettrica è una delle paure primarie e in molti si domandano se possa accadere quando valutano l’installazione di pannelli solari sul tetto.

Le possibilità di folgorazione derivano solitamente da cortocircuiti o sovraccarichi energetici. Nonostante questo, i rischi legati all’utilizzo dell’elettricità sono presenti in qualsiasi sistema che ne faccia uso e un sistema fotovoltaico può raggiungere una tensione di circa 600/800 Volt. Ad ogni modo, non esistono studi o prove che stabiliscano un collegamento diretto tra i pannelli solari e il rischio di folgorazione.

Gli impianti fotovoltaici, infatti, sono dotati di protezioni specifiche per prevenire sia i cortocircuiti che i sovraccarichi. Alcuni temono che questi prodotti possano attirare i fulmini, ma si tratta in realtà di un falso mito. Oltre al rischio di folgorazione, molte persone si preoccupano anche dei potenziali effetti delle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle celle fotovoltaiche.

Alla luce di queste paure, è importante chiarire che la salute umana non è messa in pericolo dal campo magnetico generato dagli impianti fotovoltaici. Le radiazioni prodotte non sono dannose per la salute e non hanno alcun effetto sul nostro corpo. Tanto che esiste addirittura un Regolamento specifico del Ministero dell’Ambiente che si applica solo agli impianti industriali di grandi dimensioni dal momento che quelli domestici – essendo di dimensioni ridotte – non mostrano alcun problema.

Inoltre, pur essendo vero che gli impianti fotovoltaici generano campi magnetici, proprio come qualsiasi altro impianto elettrico, questi campi magnetici sono di tipo statico grazie all’utilizzo di corrente continua. Alla luce di questo, si comprende come non causino danni alla salute.

C’è rischio incendio?

In tanti temono che l’installazione di pannelli solari possa comportare il rischio di incendi.

Il dubbio é lecito, ma é bene sapere che una casa con un impianto fotovoltaico ha le stesse probabilità di incorrere in un incendio rispetto a un’abitazione senza pannelli solari sul tetto.

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A tal proposito, in Germania è stata condotta un’indagine durata 20 anni, i cui risultati hanno mostrato che su 1,3 milioni di impianti fotovoltaici, solo lo 0,006% ha causato un incendio. Di questi, solo 75 hanno provocato danni agli edifici, mentre gli altri hanno arrecato solo danni ai componenti degli impianti stessi.

Gli esperti sostengono che la causa principale è l’invecchiamento dei materiali utilizzati negli impianti.