I bicchieri del futuro sono naturali al 100%: la scoperta dei ricercatori catalani
Quelli inventati da un team di ricercatori della Catalogna sono i bicchieri del futuro, che potrebbero permettere di dire addio per sempre alla plastica. Il materiale con cui sono fatti, infatti, è totalmente naturale, e ha delle proprietà incredibili, che renderebbero la plastica del tutto inutile.
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Una delle sfide più dure da vincere dell’era moderna è l’abbandono dell’utilizzo degli oggetti di plastica. Dagli imballaggi alle confezioni degli alimenti, da piatti e bicchieri fino alle confezioni di detersivo, la plastica che consumiamo ogni giorno è da tempo un problema da risolvere, e una recente invenzione di un team di ricercatori dell’Istituto di Biotecnologia della Catalogna potrebbe aver trovato la soluzione che si cercava da tempo.
Grazie alla collaborazione con l’Università di Tecnologia e design di Singapore, infatti, gli studiosi spagnoli hanno sviluppato un potenziale sostituto della plastica, ricavandolo da una fonte impensabile. Ecco di che materiale si tratta, e come saranno fatti i bicchieri del futuro, che renderanno la plastica del tutto inutile.
I bicchieri del futuro

I bicchieri del futuro saranno fatti con gusci di gamberi e granchi. Detta così può sembrare piuttosto assurda come cosa, ma semplificando di molto la scoperta dei ricercatori dell’Istituto di Bioingegneria della Catalogna, è proprio di questo che si tratta: il chitosano, un polimero che si trova all’interno dell’esoscheletro dei crostacei, è la chiave di tutto. Quando il chitosano contiene metalli ed entra in contatto con l’acqua, diventa più duro ed impermeabile, sviluppando proprietà molto simili a quelle della plastica. Partendo da qui gli studiosi hanno creato un materiale nuovo, fatto proprio da chitosano e nichel, per ottenere pellicole impermeabili e biodegradabili in grado di sostituire la plastica.
Proprio questa sua impermeabilità potrebbe renderlo il sostituto della plastica che tanto si stava cercando di trovare: nonostante decenni di ricerche, infatti, nessuno dei materiali meno inquinanti sviluppati per sostituire la plastica era in grado di garantire l’impermeabilità come la plastica. Se si riuscisse davvero a fare questo switch, si potrebbero realizzare materiali plastici organici dagli scarti dei gusci di gamberi e granchi, e rimpiazzare la plastica su scala globale. Il processo di realizzazione di questo nuovo materiale è anche piuttosto facile da replicare su scala industriale senza la produzione di materiali di scarto, e non altera la biocompatibilità del materiale.
Addio plastica

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications e condotto da Javier Fernàndez dell’Istituto di Bioingegneria della Catalogna, in collaborazione con l’Università di Tecnologia e design di Singapore, spiega in sostanza come i materiali possono migliorare e sviluppare nuove caratteristiche e qualità interagendo con il loro ambiente piuttosto che isolandosi da esso. Come sottolinea Fernandez, infatti:
Per oltre un secolo abbiamo dato per scontato che, per avere successo in natura, i materiali dovessero diventare inerti.
Grazie a questa scoperta, se applicata su scala industriale, si potrebbero raggiungere grandi risultati:
- una progressiva diminuzione nell’uso della plastica a livello globale,
- la minor dispersione della plastica in mare e negli ecosistemi,
- un materiale biodegradabile che non ha nulla da invidiare alla plastica,
- un cambio di paradigma nell’approccio alla ricerca.
La plastica sta distruggendo il Pianeta, e nonostante recenti scoperte abbiano dimostrato come la si potrebbe riutilizzare e trasformare in amminoacidi, la sua diminuzione è un obbligo morale che abbiamo nei confronti dell’ambiente e degli ecosistemi terrestri e marini.