Gli oceani si stanno alzando più velocemente del previsto e gli esperti lanciano l’allarme

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Erika Fameli
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Livello degli oceani sempre più preoccupante per gli esperti: sale ad un ritmo progressivamente più rapido, e mette in pericolo città ed ecosistemi. Ecco cosa provoca questo fenomeno, che gli studiosi identificano come una delle conseguenze più evidenti dei cambiamenti climatici.

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Che l’innalzamento del livello degli oceani sia un problema derivante dal cambiamento climatico non è certo una sorpresa, ma quali sono le cause specifiche che stanno provocando un ritmo sempre più forsennato del fenomeno? Un recente studio di un team di ricerca internazionale ha individuato le ragioni alla base dell’innalzamento dei mari, e della velocizzazione incredibile del ritmo di scioglimento dei ghiacci.

Nato dall’analisi di oltre 60 anni di dati, lo studio è apparso su Science Advances, e rappresenta ad oggi l’indagine più accurata non solo per conoscere le cause del fenomeno, ma anche per prevederne gli sviluppi futuri e tentare di arginarlo sia nel breve che nel lungo periodo.

Livello degli oceani sempre più preoccupante

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Secondo il team di ricerca internazionale guidato dall’Institute of Atmospheric Physics della Chinese Academy of Sciences, che ha realizzato uno studio sulle cause dell’innalzamento del livello degli oceani analizzando più di 60 anni di dati, la ragione principale alla base del fenomeno è il riscaldamento delle acque. Dal 1960 il livello globale del mare è aumentato con una velocità di 2,06 millimetri all’anno in media, ma negli ultimi due decenni il ritmo è quasi raddoppiato, arrivando a 3,94 millimetri annui, e la causa principale è proprio il surriscaldamento degli oceani. Si tratta di un processo che in ambiente accademico è chiamato espansione termica, e che consiste nell’aumento della temperatura dell’acqua degli oceani e la sua occupazione conseguente di uno spazio più ampio.

Questo fenomeno spinge il livello degli oceani verso l’alto, e risulta responsabile del 43% dell’innalzamento globale dal 1960 ad oggi. Le altre cause individuate dagli esperti sono:

  • lo scioglimento dei ghiacciai montani (27%),
  • lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia (15%),
  • lo scioglimento della calotta glaciale dell’Antartide (12%),
  • le variazioni delle riserve idriche terrestri (3%).

Lo scioglimento dei ghiacciai, però, sta contribuendo in maniera sempre più importante ad innalzare il livello degli oceani, e soprattutto ad accelerare il processo, portandolo ad un ritmo destinato ad intensificarsi nei prossimi decenni.

Previsioni tutt’altro che positive

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Lo studio, purtroppo, non porta buone nuove sul fronte delle previsioni future, ma anzi conferma ancora una volta che il livello del mare continuerà a salire per molti secoli, se non si inverte immediatamente la rotta intrapresa, e che comunque gli effetti non sarebbero visibili nel breve periodo. Gli esperti, infatti, dicono che se le emissioni di gas serra dovessero stabilizzarsi, l’innalzamento del livello del mare non si fermerebbe comunque a breve, poichè gli oceani continuano ad accumulare calore lentamente e per lunghi periodi di tempo, mentre le enormi calotte glaciali e i ghiacciai continueranno a sciogliersi.

Trovare soluzioni per combattere il cambiamento climatico però, non è affatto inutile, e anzi è la strada migliore per avviare sin da subito un processo di ripresa del pianeta che, sebbene dia i suoi frutti più in là nel tempo, necessita di partire immediatamente. Gli effetti a breve termine, infatti, non tarderebbero ad arrivare, partendo dalla diminuzione delle ondate di calore ad una minore intensità delle calamità naturali estreme, fino ad arrivare ad un minor pericolo per le zone costiere.

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