Nella sua giornata celebrativa l’acqua diventa una risorsa per la pace
“Acqua per la pace” è stato il tema principale della Giornata mondiale dell’acqua 2024. Promuovendo la cooperazione mondiale è possibile evitare i conflitti e affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Che l’acqua rappresenti un bene prezioso per l’umanità è un fatto notoriamente conclamato. Dove c’è acqua c’è vita, ma la realtà, purtroppo, è ben lontana da ogni frase fatta. Allo stato attuale, infatti, ancora troppe persone nel mondo sono costrette a vivere in condizioni di carenza idrica a dir poco precarie. E riscaldamento globale e crisi climatica promettono di aggravare ulteriormente questa situazione. Ed è obbligatorio fare di più anche per preservare un altro fondamentale bene prezioso: la pace.
Nella sua giornata celebrativa l’acqua diventa uno strumento per la pace

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, celebrata lo scorso 22 marzo, l’Unesco ha pubblicato un rapporto allarmante per conto dell’Un-Water, l’organismo dell’Onu che coordina il lavoro sull’accesso all’acqua. I numeri parlano da soli: nel mondo ci sono 2,2 miliardi di persone che vivono ancora senza accesso all’acqua potabile gestita in modo sicuro, mentre 3,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienico-sanitari sicuri.
Analizzando il rapporto più approfonditamente si scopre che, tra queste persone, 1,9 miliardi hanno accesso solo a servizi di base, mentre 580 milioni a servizi limitati. E ancora, 616 milioni utilizzano strutture non migliorate e 494 milioni sono completamenti esposti all’aperto. Nel frattempo 1,4 milioni di persone, tra cui molti bambini, muoiono ogni anno e si stima che 74 milioni avranno la vita accorciata da malattie collegate alla scarsità di acqua e servizi igienici. Addirittura 670 milioni non hanno strutture nemmeno per lavarsi le mani.
Va da sé che la missione delle Nazioni Unite di garantire l’accesso all’acqua per tutti entro il 2030 rappresenti più un miraggio che un obiettivo raggiungibile, come evidenziato all’interno dello stesso report:
Pur trovandosi a metà percorso stabilito dall’agenda 2030 sono stati rilevati progressi verso gli obiettivo di sviluppo sostenibile 6, in relazione all’acqua potabile e ai servizi igienici, solo approssimativi e insufficienti.
Quando l’acqua scarseggia, è inquinata o non è accessibile, le tensioni e i conflitti tra comunità e popolazioni rischiano di aumentare. Ed è per questo motivo che il tema principale della Giornata mondiale dell’acqua 2024 è stato racchiuso nello slogan “Acqua per la Pace“. L’idea di base è quella di promuovere la cooperazione idrica mondiale come strategia primaria per affrontare cambiamento climatico, migrazioni di massa e disordini politici. Promuovendo un uso equo e sostenibile delle risorse idriche, a livello internazionale e locale, è possibile costruire armonia tra comunità e nazioni.
Situazione preoccupante in Italia

In concomitanza con la Giornata mondiale dell’acqua anche il WWF ha voluto rilanciare il proprio allarme, sottolineando innanzitutto come l’Europa non sia preparata all’emergenza climatica e quanto la carenza d’acqua sia tra i principali protagonisti di questa emergenza.
Il WWF ha evidenziato come l’intero continente stia registrando un rischio crescente di siccità eccezionali, che potrebbero interessare regioni vaste, provocando ingenti danni economici in diversi settori, tra cui:
- agricoltura,
- industria;
- centrali elettriche;
- trasporto fluviale;
- benessere degli ecosistemi.
Per quanto riguarda l’Italia, nonostante le piogge dell’ultimo periodo, la situazione di stress idrico resta preoccupante soprattutto per Sicilia Sud Orientale e Sardegna orientale. Per questo motivo l’organizzazione ambientalista ha sottolineato l’urgenza di intervenire in maniera tempestiva.
Nello specifico, le linee guida suggerite dal WWF sono:
- Realizzare e/o aggiornare i bilanci idrici da parte delle Autorità di bacino per conoscere la reale disponibilità idrica e verificare le numerose concessioni d’uso e per garantire il deflusso ecologico nei corsi d’acqua.
- Le concessioni in agricoltura, per l’idroelettrico, per l’industria devono essere coerenti con la disponibilità reale. Va assicurata la disponibilità di una risorsa indispensabile per la vita, assicurando equità e trasparenza.
- Ogni comparto deve avviare politiche di risparmio dell’acqua, di riduzione degli sprechi e di promozione di usi virtuosi, privilegiando ad esempio colture e attività a minor fabbisogno idrico.
- La riduzione degli sprechi deve avvenire attraverso la diffusione dei metodi più efficienti di irrigazione in agricoltura, l’ammodernamento della rete di distribuzione idrica per usi civili che ad oggi registra perdite fin oltre il 50% (una perdita “fisiologica” non dovrebbe superare il 12/15%).
- Inoltre, prima di pensare a realizzare nuovi invasi è indispensabile recuperare la capacità di quelli esistenti, che è gigantesca (oltre 8 miliardi di metri cubi), garantendone, innanzitutto, la corretta manutenzione fino ad ora mancata.
Inoltre il WWF ha sottolineato l’importanza di:
Fermare il consumo di suolo, che amplifica le conseguenze delle precipitazioni più intense e avviare un’azione diffusa di rinaturazione, che dovrebbe essere favorita anche dalla Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, che dopo l’approvazione del Parlamento Europeo, deve avere il via libera degli Stati. Questa legge, infatti, dovrebbe fissare l’obiettivo per l’UE per ripristinare almeno il 20% delle sue aree terrestri e marittime entro il 2030, con l’impegno a riqualificare tutti gli ecosistemi bisognosi entro il 2050.