Nucleare: inaugurato in Giappone il reattore più grande del mondo

E’ stato inaugurato in Giappone, nella prefettura di Ibariki, il reattore per la fusione nucleare più grande del mondo. Un progetto che ha preso il via nel 2007 per essere completato nel 2020.

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Quasi 13 anni dopo il tragico evento di Fukushima, il Giappone sembra essere pronto a voltare definitivamente pagina. A fine novembre, infatti, è stato inaugurato il reattore nucleare più grande del mondo.

Fukushima: la paura dopo il disastro

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L’11 marzo 2011 rappresenta per il Giappone un ricordo indelebile, una ferita profonda che mai potrà rimarginarsi. In quella data, infatti, un terremoto devastante di magnitudo 9.1, colpì le coste di Honshū, un’isola collocata nel Nord-Ovest del Paese, provocando migliaia di vittime e dispersi.

Al sisma fece seguito uno tsunami di proporzioni apocalittiche, che, tra le altre cose, danneggiò gravemente quattro dei sei reattori della centrale nucleare di Fukushima, causando un disastro radioattivo secondo soltanto a quello verificatosi a Chernobyl il 26 aprile 1986.

Da quell’istante in poi l’argomento nucleare in Giappone è diventato pressoché un tabù. Tutte le centrali furono fermate per effettuare le dovute verifiche e aggiornare i protocolli di sicurezza. I primi reattori vennero riaccesi soltanto nel 2015 ma cautela e paura hanno continuato a dominare prepotentemente la scena, con il risultato che allo stato attuale le centrali nucleari forniscono meno del 10% dell’energia elettrica necessaria al Paese.

In questi anni il fabbisogno generale è stato alimentato attraverso l’importazione da altri Stati e soprattutto sfruttando in maniera eccessiva le fonti fossili.

Gli impegni presi per ridurre le emissioni di gas serra e lo scoppio del conflitto in Ucraina hanno fornito al Governo l’occasione giusta per riaprire la porta all’energia atomica. Nel 2022, durante il Green Transformation Implementation Council, Fumio Kishida, primo ministro giapponese, ha dichiarato:

In questa riunione sono stati inoltre presentati elementi che richiedono decisioni politiche future in materia di energia nucleare, come gli sforzi congiunti delle parti interessate per riprendere le operazioni, il massimo utilizzo delle centrali nucleari esistenti, compresa l’estensione del loro periodo di funzionamento con la garanzia della loro sicurezza come prerequisito fondamentale, e lo sviluppo e la costruzione di reattori avanzati di nuova generazione che incorporano nuovi meccanismi di sicurezza.

Giappone: inaugurato il reattore nucleare più grande del mondo

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E’ implicito che un ritorno al nucleare richiederà un percorso lungo, costellato anche da mediazioni politiche. Nel frattempo, però, l’isola nipponica ha già piazzato un colpo di proporzioni storiche.

A fine novembre, a Naka, nella prefettura di Ibariki, è stato infatti inaugurato il reattore sperimentale per la fusione JT-60SA,  costruito nell’ambito dell’accordo Broader Approach, un patto di collaborazione scientifica tra Giappone e Unione europea. Il progetto ha preso il via nel 2007 ed è stato completato nel 2020.

Durante questi anni di lavoro sono stai effettuati diversi miglioramenti tecnici, soprattutto al fine di garantire la sicurezza necessaria dell’opera. I primi esperimenti con il plasma sono già andati in scena in quest’ultimo periodo dell’anno. Il costo complessivo di quello che, a tutti gli effetti,  è diventato il reattore più grande del mondo, è pari a 560 milioni di euro. Una spesa condivisa tra Giappone ed Europa.

Gestione dei fondi e coordinamento della fabbricazione di componenti da parte di quei Paesi europei che hanno partecipato al progetto su base volontaria, sono stati presi in carico da Fusion for Energy.

Quanto accade qui oggi sarà importante domani per decidere il contributo della fusione in un mix energetico privo di carbonio. L’impianto JT-60SA è fondamentale per la tabella di marcia della fusione perché offre ai nostri esperti una possibilità unica nel suo genere di imparare, utilizzare questo dispositivo e condividere queste preziose conoscenze con il reattore sperimentale internazionale (ITER). Inoltre, ha permesso ai laboratori di ricerca e all’industria europei, insieme al Giappone, di lavorare fianco a fianco nello sviluppo di un partenariato significativo

ha dichiarato Marc Lachaise, direttore di Fusion for Energy.

Nella realizzazione del reattore va sottolineato il contributo fondamentale, non solo dal punto di vista economico, messo in campo dall’Italia, arrivato grazie al sostegno di Governo, imprese, ENEA, consorzio RFX e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

In Giappone il reattore nucleare più grande del mondo: foto e immagini