Gennaio 2025 è il più caldo di sempre: record secondo Copernicus

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Secondo gli ultimi dati di Copernicus, a niente è servita la scomparsa di El Niño, tanto che gennaio 2025 si attesta come il più caldo di sempre.

Caldo, Città
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Più i mesi passano e più si raggiungono nuovi record di caldo. Anche gennaio 2025 non è da meno e va ad aggiungersi alla lista dei mesi con la temperatura più calda mai registrata, così come dichiarato da Copernicus.

Il riscaldamento globale sta accelerando

Secondo le previsioni, una volta andato via El Niño, il clima si sarebbe dovuto raffrescare, ma è avvenuto l’esatto opposto. Il caldo record non si è, quindi, arrestato con il termine del 2024, ma è proseguito coinvolgendo anche gennaio 2025. E questo spinge gli gli esperti a pensare che il riscaldamento climatico della Terra stia inesorabilmente accelerando.

Stando ai dati forniti da Copernicus, la temperatura media del mese appena trascorso è stata di 13,23°C, cioè 0,79°C in più rispetto alla media dei mesi di gennaio compresi tra il 1991 e il 2020. Andando, però, a osservare il punto di partenza del cambiamento climatico, cioè l’inizio dell’era industriale, questo gennaio ha superato di 1,75°C la media compresa tra il 1850 e il 1900.

L’accordo di Parigi fissa a 1,5°C il limite da non superare, ma 18 degli ultimi 19 mesi lo hanno abbondantemente superato.

Europa in situazione critica

Il continente a vivere la situazione più grave è senza dubbio l’Europa, dove la temperatura della superficie terrestre di gennaio 2025 è stata di 2,51°C al di sopra della media 1991-2020. Nel frattempo, le zone dell’emisfero sud (cioè Sudamerica, Sudafrica, Antartide e Australia) stanno vivendo un’estate particolarmente torrida.

Non sono da meno le temperature del mare, al di sopra della media un po’ ovunque con eccezione del Pacifico orientale, dove la corrente calda de El Niño sta per essere sostituita da La Niña, la controparte fredda.

Il ruolo delle navi

Ma cosa sta provocando questa accelerazione repentina del riscaldamento globale? Un’ipotesi è giunta da James Hansen, l’ex scienziato della Nasa che nel corso degli anni Ottanta è stato il primo a lanciare l’allarme circa l’aumento incontrollato delle temperature. Secondo lui, con l’entrata in vigore, nel 2020, di una norma che limita la quantità di zolfo nei carburanti delle navi, il particolato immesso nel cielo sarebbe diminuito. Le particelle di zolfo, tra l’altro, riflettono i raggi del sole e ne respingono in parte il calore.

Di conseguenza, secondo Hansen, avere un’aria più inquinata sarebbe stato il compromesso per contenere l’aumento delle temperature. Quindi, eliminata questa fonte di contenimento, l’effetto serra avrebbe campo libero.

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Su questa ipotesi gli scienziati hanno assunto posizioni diverse e non tutti credono che l’accelerazione del riscaldamento globale sia da imputare alle navi. Ma una cosa è certa: il caldo avanza, diventando sempre più insopportabile e sempre meno controllabile. Le zone che, prima o poi, si riveleranno invivibili per via delle temperature in aumento sono ormai numerosissime e molte si trovano proprio in Europa. Si troverà mai una soluzione?

Gennaio 2025 tra i più caldi di sempre: foto e immagini