Gelate sempre più frequenti e devastanti
Con il cambiamento climatico bisogna affrontare nuove sfide, soprattutto per quanto riguarda gli eventi meteo estremi, gelate comprese. Queste, infatti, diventeranno sempre più frequenti e porteranno conseguenze evidenti e durature.

In men che non si dica, l’Italia si è ritrovata ad avere a che fare con un drastico crollo delle temperature. Il maltempo è giunto sulla penisola travolgendo inizialmente le regioni del nord per poi spostarsi verso il sud, causando problemi non indifferenti soprattutto ai danni dell’agricoltura. Da qui l’allarme lanciato da Coldiretti, in particolare sulle gelate.
I campi agricoli a rischio congelamento
Ultimamente i problemi agricoli in Italia non mancano, anzi, sono sempre più frequenti. Tra la siccità estrema al sud e nelle isole e le precipitazioni abbondanti e devastanti al centro-nord, la popolazione è messa costantemente a dura prova.
A risentirne è anche l’economia, le cui difficoltà si riversano inevitabilmente sugli scaffali dei supermercati. Raccolti persi per sempre comportano, infatti, l’assenza di numerosi prodotti tipici della stagione. E adesso ci si mettono anche le probabili gelate, che potrebbero causare gravi danni soprattutto alle produzioni di frutta e verdura.
Dopo un inizio autunno piuttosto caldo, adesso gli agricoltori devono fronteggiare un brusco calo delle temperature, tanto che Coldiretti ha già lanciato l’allarme.
Le coltivazioni più colpite
L’arrivo improvviso del freddo ha colto di sorpresa le piante da frutto, che non hanno avuto il tempo di prepararsi al loro tipico riposo invernale per via delle temperature autunnali elevate. Le coltivazioni attualmente a rischio sono le seguenti:
- lattuga;
- insalata;
- bietola;
- radicchio;
- cavolfiore;
- broccolo;
- spinaci;
- finocchio.
Se per ora l’entità dell’allarme è bassa, la tendenza è in aumento, soprattutto se le temperature dovessero scendere sotto lo zero.
E i costi aumentano
Un altro problema che il cambiamento climatico sta comportando è ovviamente l’aumento dei costi. Si parte dai maggiori investimenti richiesti dal riscaldamento delle serre, dal mantenimento delle giuste temperature, il che fa impennare vertiginosamente le bollette.

Di conseguenza, anche i prezzi per il consumatore aumentano a dismisura, rendendo inaccessibili cibi da sempre presenti sulle tavole italiane. Quindi, se da una parte i cittadini pagano di più, per esempio, i biglietti aerei per agevolare la transizione energetica e l’uso di combustibile sostenibile, dall’altra devono anche subire i rincari derivanti dal cambiamento climatico. Un circolo vizioso dal quale, almeno al momento, sembra impossibile venirne fuori.