G7: tra gli obiettivi, limitare il fast fashion
Il Gruppo dei Sette Paesi altamente industrializzati si impegnerà per limitare i danni che derivano dalla moda veloce.

Durante l’ultimo incontro del cosiddetto Gruppo dei 7 (G7), i Capi di Stato e di Governo hanno affermato che si impegneranno per mettere in atto politiche volte a limitare l’impatto ambientale della moda veloce.
Il gruppo intergovernativo che riunisce i Capi di Stato e di Governo delle 7 nazioni più industrializzate del mondo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti) sembra dunque volere affrontare i comprovati danni legati all’industria della moda veloce.
Una volontà emersa durante il summit che ha avuto luogo a Torino, presso la Reggia di Venaria, il 29 e 30 aprile.
Agire contro la moda veloce: ecco perché è importante

Il G7 Ambiente, Energia e Clima è stato un incontro fondamentale per permettere ai Capi di Stato e di Governo di aggiornarsi dopo la Cop28 di Dubai e capire quali azioni siano ora fondamentali per la transizione energetica.
È fondamentale che i Paesi (soprattutto i più industrializzati, responsabili del maggior numero di emissioni e dell’uso di risorse comuni) si uniscano per la lotta contro la crisi climatica in cui è necessario considerare molteplici fattori.
E tra i diversi argomenti trattati dai 7, anche il mondo del fast fashion: è risaputo quanto l’industria della moda veloce abbia un grande impatto ambientale e climatico, dalle emissioni per la produzione, il trasporto e lo smaltimento (produzione di sostanze chimiche pericolose, incorretto smaltimento nelle discariche dei paesi poveri…).
Non solo, ma la moda veloce è responsabile dell’ingente consumo di beni fondamentali – e a rischio – come l’acqua.
Risulta dunque chiaro come, per ridurre realmente le emissioni, sia impossibile non considerare di modificare il dannoso mondo del fast fashion.
G7, no alla moda veloce: seguiranno azioni?

Il G7, per ora “solo” a parole, sembra intenzionato a impegnarsi contro l’industria della moda veloce e le sue conseguenze, scelta che aiuterà i Paesi a limitare le emissioni e abbracciare una filosofia più vicina all‘economia circolare.
La discussione dei 7 paesi più industrializzati è stata stimolata dalla Francia, dov’è stato recentemente votato un insieme di misure per limitare il mercato fast fashion; a Torino è stato infatti Christophe Bechu – il ministro francese per la transizione ecologica – ad affermare:
Dobbiamo affrontare il problema che abbiamo con il fast fashion; lo sviluppo incontrollato dell’industria tessile, che è responsabile di molto inquinamento da plastica e di emissioni. Le emissioni dei prodotti tessili sono già più importanti di tutte le emissioni africane […]. La moda deve diventare più circolare, ci deve essere più riciclaggio.
Affermazioni che da anni ormai associazioni, ambientalisti e attivisti ripetono, in attesa di azioni concrete da parte dei Capi di Stato e di Governo; parole che per la prima volta vengono ripetute in maniera tanto decisa all’interno delle discussioni ufficiali tra i politici del G7 e che ora, dovranno essere rese nel pratico.
Il prossimo passo da intraprendere è dunque individuare azioni concrete che ogni paese dovrà impegnarsi a rispettare, garantendo anche che i produttori migliorino le loro abitudini e siano più trasparenti.
G7: tra gli obiettivi, limitare il fast fashion: foto e immagini