Francia dice basta ai PFAS: nuova legge su cosmetici

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

I Pfas, conosciuti anche come “inquinanti eterni”, saranno vietati nei prodotti tessili e cosmetici in commercio in Francia.

COSMETICI
Photo by stux – Pixabay

L’Assemblea Nazionale francese ha recentemente approvato in seconda lettura un progetto di legge, sostenuto dalla sinistra e dalla coalizione di governo, che vieta l’uso di queste sostanze chimiche (perfluoroalchiliche) così controverse. La legge, che farà eccezione solo per alcuni tessuti industriali e quelli considerati essenziali per determinati usi, entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026.

Pfas: cosa sono e rischi per la salute

I Pfas sono una vasta famiglia di sostanze, che conta tra le 5.000 e le 10.000 varietà, largamente presenti nell’ambiente. Queste sostanze condividono un legame chimico estremamente stabile (carbonio-fluoro), che le rende particolarmente resistenti all’acqua, al calore e alla corrosione. Grazie a queste caratteristiche, i prodotti contenenti Pfas sono antiaderenti, impermeabili e ottimi isolanti elettrici, caratteristiche che li hanno resi molto comuni negli oggetti quotidiani.

Si trovano in indumenti impermeabili, utensili da cucina, lenti per occhiali, dispositivi medici come stent cardiaci e anche in alcuni farmaci. La loro resistenza, però, rende queste sostanze difficili da decomporsi e, per questo motivo, alcuni Pfas possono avere gravi impatti sulla salute umana e sull’ambiente.

Nonostante il testo finale approvato sia meno restrittivo rispetto alla proposta iniziale, soprattutto per non danneggiare l’industria nazionale, la Francia è considerata “all’avanguardia” in Europa per quanto riguarda la regolamentazione della produzione, vendita e utilizzo dei Pfas. Non solo, perché la legge prevede anche che lo scarico di Pfas nelle acque venga inserito tra le fonti di inquinamento soggette a una tassa per le aziende, secondo il principio “chi inquina paga”.

L’Italia resta ferma a guardare

Mentre la Francia adotta misure contro i Pfas, in Italia il governo Meloni continua a non prendere provvedimenti, nonostante la contaminazione delle acque potabili e i gravi casi di contaminazione in alcune zone del Veneto e del Piemonte. Questo è quanto affermato da Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia:

Anche davanti a prove scientifiche sui gravi danni alla salute causati da alcuni Pfas, alcuni dei quali riconosciuti come cancerogeni, il governo italiano non fa nessun passo avanti per proteggere adeguatamente la salute pubblica e l’ambiente. Serve subito una legge nazionale per vietare l’uso e la produzione di Pfas.

Greenpeace Italia ha creato la prima mappa in Italia della contaminazione da Pfas (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili. Per cercare di colmare la carenza o addirittura l’assenza di controlli da parte delle autorità, a settembre e ottobre 2024, sono stati raccolti 260 campioni di acqua potabile provenienti da 235 città italiane, dal Nord al Sud, per verificare la presenza di PFAS.

Bonifica Acqua
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L’indagine ha incluso per la prima volta anche la misurazione della contaminazione da composti ultracorti come il TFA, ossia alcuni Pfas che destano preoccupazione nella comunità scientifica, e sui quali non sono disponibili dati pubblici in Italia. Che la Francia possa essere da monito per l’Italia, affinché si faccia qualcosa per limitare l’inquinamento da Pfas e, in generale, l’inquinamento ambientale?

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