Foreste salve con gli alberi solari: la sfida green della Corea
In questi giorni sempre più persone si chiedono cosa sono gli alberi solari, l’ultima novità in arrivo dalla Corea del Sud che ha lo scopo di proteggere le foreste. Queste strutture, che sembrano proprio alberi, altro non sono che impianti fotovoltaici di ultima generazione, in grado di far preservare fino al 99% della copertura forestale.

L’energia solare è una delle più studiate in assoluto tra le energie rinnovabili, poiché è in grado di produrre energia pulita in grande quantità e senza sprechi. Spesso però, il suo sviluppo avviene a scapito delle foreste, in quanto necessitano di spazi enormi che si ricavano, appunto, dai boschi. Sembra un controsenso creare un impianto per l’energia pulita che vada a danneggiare l’ambiente per essere installato, e in effetti è così.
Proprio per questo, l’innovazione degli alberi solari rappresenta un’alternativa validissima agli impianti tradizionali a terra. L’idea arriva dalla Corea del Sud, e consiste in impianti fotovoltaici che invece di svilupparsi in orizzontale, si innalzano in verticale, riducendo al minimo l’utilizzo di suolo e, di conseguenza, l’impatto sulle foreste. Gli scienziati che hanno ideato questa struttura affermano che, grazie agli alberi solari, si potrà preservare fino al 99% della copertura forestale.
Cosa sono gli alberi solari

A parlare per primi di alberi solari sono stati gli scienziati sud-coreani, i quali hanno pubblicato uno studio su Scientific Reports di Nature. Il loro obiettivo era trovare una soluzione che conciliasse l’esigenza di produrre energia pulita su grande scala e il bisogno di non impattare negativamente sull’ambiente. L’idea degli alberi solari nasce da un confronto di due scenari su una stessa foresta:
- da un lato un’installazione reale, risalente al 2014, di 4.347 pannelli fotovoltaici da 230 watt distribuiti su 22.856 mq;
- dall’altra un’installazione simulata di strutture verticali alte quasi 5 metri e larghe 4, con derivazioni da 35 pannelli ciascuno.
Gli alberi solari, chiamati così per la loro forma che ricorda proprio un albero, si sono dimostrati efficaci al punto da lasciare sbalorditi gli stessi scienziati che li hanno ideati.
Come spiega Dan-Bi Um del Korea Maritime Institute, infatti:
per ottenere la stessa potenza di 1 megawatt bastano 87 alberi con pannelli da 330 watt, o 66 da 450 watt. In questo modo preserviamo fino al 99% della copertura forestale, contro il 2% lasciato intatto dall’impianto orizzontale. Le disposizioni verticali raggiungono una capacità di potenza superiore rispetto ai pannelli convenzionali, salvaguardando la copertura forestale esistente.
Un’innovazione sorprendente

Questa scoperta fa fare un ulteriore passo in avanti all’energia solare che, stando agli esperti, diventerà l’alternativa numero uno all’energia basata sul carbone. I suoi costi, infatti, andranno diminuendo nella maggior parte delle regioni del mondo, e i progressi tecnologici promettono grandi passi in avanti in un periodo di tempo relativamente breve. Questi alberi tecnologici, che necessitano di una superficie estremamente più ridotta rispetto agli impianti fotovoltaici orizzontali, potrebbero cambiare tutte le carte in tavola e accelerare il processo verso il passaggio definitivo all’energia pulita.
Si tratta di una soluzione che ha un impatto visivo minimo sulle foreste, poiché le strutture imitano la forma degli alberi e permettono il passaggio della luce attraverso le loro fronde tech. Rappresentano una scorciatoia verso gli obiettivi del 2030 e mantengono alte le priorità energetiche e ambientali, conservando le foreste e il loro enorme valore.