Energia solare dallo spazio: il futuro del rinnovabile

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Pannelli fotovoltaici nello spazio? È questa la risposta ai limiti dell’energia solare sul nostro Pianeta.

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Photo by Andrei Armiagov – Shutterstock

Quando si parla di energia solare, sono molteplici gli ostacoli che rendono questa fonte energetica non sempre affidabile, tra cui primeggia l‘intermittenza della produttività dei pannelli solari. Come sappiamo, questo limite è dovuto alla mancanza di luce solare durante le ore notturne, ma anche in condizioni meteo avverse.

Per questo motivo, dalla collaborazione tra l’azienda britannica Space Solar, e le islandesi Reykjavik Energy e Transition Labs, è nato un progetto che punta a superare i limiti dell’energia fotovoltaica portandola nello spazio. Questo progetto mira, quindi, a sfruttare la luce solare attraverso l’installazione di pannelli solari su satelliti in orbita, convertendo l’energia in onde radio ad alta frequenza. Queste onde saranno poi trasmesse a stazioni sulla Terra che le trasformeranno in energia pulita.

L’Islanda potrebbe, quindi, essere il primo Paese a ricevere energia solare dallo spazio entro il 2030.

La continuità di produzione dei pannelli nello spazio

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Photo by Andrei Armiagov – Shutterstock

L’idea di fondo del progetto è indubbiamente geniale. Al posto di dover dipendere dalla presenza del sole nel cielo, questa tecnologia sfrutterà direttamente l’energia nello spazio. E tutto ciò senza dover essere ostacolata da nuvole o dalle ore di buio. In questo modo, il sistema sarà operativo 24 ore su 24, garantendo una disponibilità di energia continua.

Secondo l’azienda islandese Reykjavik Energy, questa tecnologia rappresenta un’opportunità per il raggiungimento degli obiettivi net zero (emissioni di carbonio pari a zero) del Paese. Inoltre, questa tecnologia potrebbe essere la svolta per tutto il settore delle rinnovabili. Non ne beneficerebbe soltanto l’Islanda, ma l’intero Pianeta Terra.

Attualmente, infatti, si sta valutando anche l’installazione di altre stazioni di ricezione al di fuori dell’Islanda, ovvero in Canada e nel nord del Giappone, per fare fronte alla crescente domanda di energia rinnovabile.

Un primo passo verso l’energia fotovoltaica del futuro

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Photo by Boris Rabtsevich – Shutterstock

Il lancio in orbita del primo satellite rappresenta una grande sfida ingegneristica, considerando l’imponenza dell’impianto, solo seconda alle stazioni spaziali. Ma c’è molto ottimismo, soprattutto se si pensa a quanto stia avanzando lo studio della tecnologia modulare.

I vantaggi collegati al progetto sono stati stimati nelle ricerche effettuate dall’Imperial College di Londra. È stato calcolato che 8 GW di energia solare prodotta nello spazio sarebbe in grado di ridurre annualmente i costi del settore rinnovabile di circa 4 miliardi di sterline (circa 4 miliardi e 830 mila euro) per tutto il Regno Unito.

Il lancio del primo impianto è soltanto l’inizio per questa nuova avventura delle rinnovabili. Gli esperti prevedono un’aumento della capacità di 30 megawatt fino al superamento della soglia del gigawatt entro il 2036. Ciò rappresenterebbe una rivoluzione nella fornitura globale dell’energia fotovoltaica.

Inoltre, la cooperazione tra imprese di nazioni diverse segna l’inizio di un processo che non solo garantirebbe all’Islanda energia pulita continua, ma lo garantirebbe per tutto il nostro Pianeta. La fornitura continua di energia rinnovabile e pulita potrebbe dare realmente del filo da torcere ai combustibili fossili e potrebbe finalmente portare alla carbon neutrality.