Fiumi: gli esperti lanciano l’allarme

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Negli ultimi 35 anni, il flusso giornaliero di 3 milioni di fiumi sparsi nel mondo è mutato a causa del cambiamento climatico e delle attività umane.

Italia, Fiume
Photo by Camera-man – Pixabay

A causa dei cambiamenti climatici e della mano dell’uomo, il flusso dei fiumi si sta spostando a monte. É quanto emerso da uno studio che ha preso in esame gli ultimi 35 anni analizzando in che modo si sia trasformata l’idrosfera: gli sbocchi dei grandi fiumi, infatti, sarebbero caratterizzati da una notevole riduzione del flusso d’acqua, mentre quest’ultimo aumenta in caso di fiumi più piccoli.

La ricerca americana

La ricerca in questione è stata condotta dall’Università del Massachusetts Amherst e dell’Università di Cincinnati, negli Stati Uniti, ed è stata pubblicata su Science. In precedenza, gli studi avevano preso in esame solo il volume di acqua che passa in una determinazione sezione del fiume in uno specifico arco di tempo e i rilevamenti avvenivano tramite strumenti manuali.

Tuttavia, come sottolineato dai ricercatori, i fiumi non sono isolati: quindi, quando si esamina una determinata località, bisogna considerare sia la zona a monte, sia quella a valle, pensando al sistema fluviale come a un sistema intero e connesso organicamente.

I dati ottenuti dalla ricerca

I ricercatori, stavolta, hanno impiegato rilevazioni satellitari e modelli computazionali per studiare in che modo si fosse modificata, nel corso degli ultimi 35 anni, la portata di oltre 2,9 milioni di fiumi nel mondo. In questo modo, hanno scoperto quali corsi d’acqua si stiano realmente trasformando e con quale velocità.

Nello specifico, sono stati ottenuti due esiti diversi, influenzati dai cambiamenti climatici e dalle attività umane: il 44% degli sbocchi dei grandi fiumi a valle ha registrato una riduzione annua della sua portata d’acqua, mentre il 17% delle sorgenti dei fiumi più piccoli a monte ha avuto un incremento annuo. Il tutto ha, ovviamente, avuto un forte impatto sul legame tra uomini e fiumi.

Conseguenze per l’uomo

L’impatto più significativo consiste nel fatto che avere meno acqua a valle vuol dire avere a disposizione meno risorse idriche sia per l’irrigazione, che per l’uso domestico, oltre che meno energia per contrastare l’aumento del livello del mare.

Al contempo, più acqua a monte significa un aumento del rischio di inondazione dei fiumi montani più piccoli, un evento che, se controllato, può anche essere favorevole perché incrementa i nutrienti e il trasporto delle specie ittiche in migrazione. Tuttavia, l’aumento dell’acqua a monte potrebbe anche favorire i processi di erosione, quindi smuovere i sedimenti e intasare gli sbarramenti nelle centrali idroelettriche, provocando intoppi considerevoli nei piani di sviluppo delle energie rinnovabili.

Italia, Fiume
Photo by Camera-man – Pixabay

A prescindere da tutto, all’origine dei cambiamenti dei fiumi si pongono due cause ben precise: l’aumento delle precipitazioni e la fusione delle nevi ad alta quota, che accrescono la portata dei fiumi a monte, e il prelevamento dell’acqua dai fiumi per uso agricolo e industriale, che va inevitabilmente a incidere sulla portata a valle.

Da non dimenticare, poi, il ruolo dell’uomo, unico vero responsabile del cambiamento climatico e degli effetti devastanti sul Pianeta.

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