Europa: indipendenza energetica possibile dal 2030

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Europa, indipendenza energetica possibile dal 2030. E’ quanto afferma il rapporto “European Power Sovereignty Through Renewables by 2030” , commissionato da Aquila Group. 

Indipendenza energetica a partire dal 2030
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La crisi energetica generata dalla guerra in Ucraina ha fatto piombare nello sconforto l’intera Europa. Da quel momento in poi, istituzioni, aziende e cittadini hanno cominciato a guardare con maggiore interesse verso il settore delle Rinnovabili, interrogandosi sul loro potenziale. Inoltre diversi provvedimenti sono stati varati per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Ma quando sarà possibile per l’Ue raggiungere il cosiddetto livello di sovranità energetica?

Europa: indipendenza energetica possibile dal 2030

Indipendenza energetica a partire dal 2030
Photo by Boke9a – Pixabay

Secondo il rapporto “European Power Sovereignty Through Renewables by 2030”, commissionato da Aquila Group, società in grado di gestire e sviluppare una schiera sostanziosa di centrali solari fotovoltaiche, eoliche e idroelettriche e impianti di stoccaggio a batteria capaci di fornire 21 gigawatt di elettricità al Vecchio Continente, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto nel prossimo futuro.  A partire dal 2030 infatti l’Europa potrebbe rendersi indipendente dai combustibili fossili, sfruttare le energie derivate dall’utilizzo di fonti rinnovabili e raggiungere la tanto agognata sovranità energetica.

L’analisi è stata coordinata dai ricercatori del Pik Potsdam Institute for Climate Impact Research,  ed eseguita in collaborazione con gli studiosi di altri 7 istituti internazionali (Centro di ricerca per la fisica dell’atmosfera e la climatologia, Bauhaus Earth, Istituto Fraunhofer per i sistemi di energia solare, Istituto tedesco per la ricerca economica, Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (Iiasa), Centro di ricerca per la fisica dell’atmosfera e la climatologia e Università tecnica di Berlino).

Il raggiungimento dell’obiettivo consentirebbe numerosi benefici. Innanzitutto andrebbe a contrastare la crescente povertà energetica, permettendo all’Europa di avere i prezzi più bassi e convenienti al mondo. Nello stesso tempo l’utilizzo di fonti rinnovabili sarebbe una vera e propria manna dal cielo per il clima e l’ambiente.

Gli investimenti per raggiungere l’indipendenza energetica

Indipendenza energetica a partire dal 2030
Photo by BeniaminBukowski – Pixabay

Nello specifico l’investimento per raggiungere l’indipendenza energetica è stato stimato intorno ai 140 miliardi di euro all’anno fino al 2030 e 100 miliardi di euro all’anno fino al 2040. Soldi che serviranno per potenziare  il campo delle rinnovabili anche attraverso il miglioramento di infrastrutture e tecnologie. Posto che, secondo le previsioni, la domanda di elettricità europea aumenterà vertiginosamente, il maggiore contributo dovrebbe arrivare dal fotovoltaico e dall’eolico, tenuto conto che il loro potenziale ammonta in totale a circa 200.000 TWh/anno.

Entro il 2030 questi due settori sarebbero chiamati a fare gli straordinari.  La produzione da eolico terrestre dovrebbe infatti incrementarsi di un fattore otto per raggiungere i 2.900 TWh, quella da fotovoltaico di un fattore sei per raggiungere i 750 TWh e quella da eolico offshore di un fattore quattro per arrivare a 250 TWh.

Bisognerebbe inoltre affidarsi ad ulteriori soluzioni flessibili come una rete energetica consolidata, la tecnologia delle batterie, lo sviluppo di infrastrutture per l’idrogeno e perfino, almeno nel breve termine, fonti alternative di gas. Anche le nuove tecnologie digitali, ad esempio l’intelligenza artificiale,  dovranno essere sfruttate e svolgere un ruolo fondamentale per centrare lo scopo, che il rapporto definisce  “ambizioso, ma non astronomico in termini di dimensioni e costi”.

Indipendenza energetica dal 2030: foto e immagini