Ripristino degli alberi: ecco dove è opportuno farlo per contrastare l’emergenza climatica
Un nuovo studio fornisce importanti indicazioni per gestire in maniera più efficace il ripristino degli alberi in grado di contrastare l’emergenza climatica globale.

Ripristinare la copertura arborea del Pianeta è estremamente importante per combattere l’emergenza climatica, ma, allo stesso tempo, bisogna capire come farlo per evitare il paradosso di creare un danno anziché un beneficio.
In questa direzione, “Accounting for albedo change to identify climate-positive tree cover restoration”, uno studio pubblicato recentemente su Nature Communications da un team di ricercatori della Clark University, di The Nature Conservancy e dell’ETH Zürich, fornisce nuove e importanti indicazioni.
Ripristino degli alberi: ecco dove è opportuno farlo per contrastare l’emergenza climatica

Lo studio mette infatti in evidenza come, in alcuni luoghi, il ripristino della copertura arborea possa riscaldare la superficie della Terra invece di raffreddarla, influenzando l’albedo.
Ma cosa si intende con il termine albedo e che tipo di rapporto ha quest’ultimo con global warming e climate change? Per definizione, l’albedo è la frazione di luce riflessa da un oggetto o da una superficie rispetto a quella che vi incide. L’albedo della superficie terrestre determina in pratica quanta energia solare, o luce, viene assorbita dal Pianeta e quanta viene invece riflessa nello spazio. Tutto ciò ha un ruolo fondamentale nel campo della climatologia: per esempio, la variazione nella frazione di luce assorbita a causa dell’incremento delle superfici coltivate incide direttamente sul bilancio energetico del pianeta e quindi sul clima e sul meteo.
Sostanzialmente, quindi, la diminuzione dell’albedo riscalda maggiormente la superficie terrestre. Il nuovo studio fornisce delle mappe grazie alle quali è possibile gestire in maniera opportuna i progetti di riforestazione e rimboschimento nel mondo.
L’equilibrio tra lo stoccaggio del carbonio e il cambiamento dell’albedo derivante dal ripristino della copertura arborea varia da luogo a luogo, ma fino ad ora non avevamo gli strumenti per distinguere le buone soluzioni climatiche da quelle cattive. Il nostro studio mira a cambiare la situazione, fornendo le mappe necessarie per prendere decisioni più intelligenti e garantendo allo stesso tempo che i finanziamenti limitati siano diretti a quei luoghi in cui il ripristino della copertura arborea può fare la differenza più positiva come soluzione climatica naturale
ha sottolineato Natalia Hasler, del George Perkins Marsh Institute.
Integrare l’albedo nei processi decisionali

Lo studio individua anche i luoghi all’interno di ogni bioma della Terra dove piantare alberi può portare benefici sostanziali in termini di mitigazione climatica
Meglio ancora si scopre anche che la maggior parte delle migliaia di progetti sul campo in corso a livello globale per ripristinare la copertura arborea sono concentrati in queste zone di maggiore opportunità. Anche in queste località, tuttavia, è probabile che i cambiamenti dell’albedo controbilancino il beneficio climatico netto di almeno il 20% in circa due terzi dei casi
hanno fatto notare i ricercatori.
Abbiamo colmato un significativo gap nella ricerca e ottenuto un quadro molto più completo di come il ripristino della copertura arborea può avere un impatto sul nostro clima globale, sia positivamente che talvolta anche negativamente. Tuttavia, è importante ricordare che ci sono molte altre valide ragioni per ripristinare la copertura arborea, anche in luoghi in cui i benefici climatici non sono eccezionali: acqua pulita, produzione alimentare resiliente, habitat naturale, l’elenco potrebbe continuare. Chiediamo semplicemente ai governi e ai gestori del territorio di integrare più attentamente l’albedo nei loro processi decisionali ambientali e stiamo rendendo open source questo nuovo e robusto insieme di strumenti per aiutarli a farlo
ha affermato Susan Cook-Patton, esperta di restauro forestale di The Nature Conservancy e autrice senior dello studio.