“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, o forse non potremo più?

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

Martin Rees, astronomo reale britannico, parla al giornale The Guardian, sostenendo che tra 20 anni le stelle saranno impossibili da vedere nel cielo notturno a causa dell’inquinamento luminoso.

Photo by Hans – Pixabay

Secondo quanto detto dall’astronomo reale britannico Martin Rees, ex presidente della Royal Society, in non meno di vent’anni il cielo notturno sarà privo di stelle. La causa andrebbe ricercata nell’inquinamento luminoso e nella diffusione delle luci LED. Infatti, l’eccessiva illuminazione del nostro pianeta non è soltanto un intralcio alla ricerca astronomica, ma danneggia anche la salute della Terra e dei suoi abitanti.

Già nel 2016, era stato annunciato come, a causa dell’inquinamento luminoso, la Via Lattea non fosse più visibile per un terzo della popolazione terrestre. E la situazione sembra essere soltanto peggiorata da allora.

A detta di Rees,

Il cielo notturno è una parte del nostro ambiente e sarebbe una grande perdita se le generazioni future non riuscissero mai a vederlo, così come se non potessero mai vedere un nido d’uccello. Non bisogna essere astronomi per interessarsene. Non sono un ornitologo, ma se non riuscissi a sentire cinguettii provenienti dal mio giardino, mi sentirei impoverito.

Cosa s’intende con inquinamento luminoso?

inquinamento luminoso
Photo by BrendanGully – Shutterstock

Con inquinamento luminoso si definisce il fenomeno di scarsa visibilità delle stelle e dei pianeti nel cielo notturno causato dalla eccessiva illuminazione artificiale delle città. Se pensate che l’inquinamento luminoso sia un problema di poco conto, vi sbagliate di grosso. I danni biologici sono, in realtà, molto gravi.

Basti pensare allo sconvolgimento dei ritmi biologici di molti esseri viventi, tra cui anche i nostri. Infatti, la presenza eccessiva di luce artificiale nelle ore notturne interferisce con la ciclicità delle migrazioni, della riproduzione, del sonno e del metabolismo. Ciò, riduce drasticamente la qualità della vita.

Anche solo considerando le ripercussioni dell’inquinamento luminoso sugli uomini, sono molte le problematiche legate al fenomeno. Insonnia, affaticamento, mal di testa, sovrappeso, ansia e problemi cardiaci sono solo alcune delle conseguenze dell’esposizione prolungata alle luci artificiali.

Inquinamento luminoso: cause e rimedi

inquinamento luminoso
Photo by FUN FUN PHOTO – Shutterstock

Una delle principali cause dell’inquinamento luminoso è da ricercarsi nella diffusione di luci artificiali là dove non c’è necessità. Questo si riscontra di solito in impianti luminosi non a norma, in cui la direzione della luce non è indirizzata dove più servirebbe.

Un’altra origine dell’inquinamento luminoso proviene dalla luce blu di alcuni LED. Questo perché le molecole dell’atmosfera diffondono molto di più le componenti bianco-blu della luce rispetto a una componente verso il giallo. Inoltre, non solo la luce LED blu si diffonde molto di più nell’atmosfera (non a caso il cielo diurno ci appare blu) provocando un maggiore inquinamento luminoso, ma è anche in grado di abbattere la produzione di melatonina nei nostri corpi.

Per questo è indispensabile mettere in atto strategie, sia nelle città che nel nostro piccolo, in grado di limitare questo problema. La regola d’oro dovrebbe essere per tutti: ridurre l’illuminazione il più possibile. Ma come fare ciò?

  1. Usare luci basse e schermate per non disperdere la luce verso l’alto.
  2. Usare sensori di movimento per ridurre l’uso di luci esterne quando non c’è bisogno.
  3. Spegnere le luci, soprattutto di notte.
  4. Preferire LED a bassa temperatura e dai colori caldi.
  5. Usare tende per evitare la dispersione luminosa di sera.