Siccità: nuovo materiale per rendere la dissalazione a basso consumo energetico

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Una ricerca italo-svedese ha realizzato un nuovo materiale super assorbente, che potrebbe essere la chiave di volta per rendere la dissalazione a basso consumo energetico. 

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La crisi idrica è uno dei problemi più tangibili portati in dote dal riscaldamento globale. In diverse zone del mondo la siccità rappresenta un problema perdurante che provoca conseguenze gravissime, come gli incendi devastanti che recentemente hanno colpito la Colombia. In Italia, nonostante sia pieno inverno, la Sicilia ha già dichiarato lo stato di calamità naturale a causa della mancanza d’acqua e, per lo stesso motivo, anche altre regioni italiane, tra cui Piemonte, Sardegna e Puglia, stanno attraversando un periodo di difficoltà e preoccupazione.

Nuovo sistema a basso consumo energetico per la dissalazione delle acque

Incendi
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Ma, al di là di provvedimenti mirati a contenere gli sprechi, come si può provare a vincere il confronto contro la siccità? Uno dei mezzi più importanti che abbiamo a disposizione è costituito dalla desalinizzazione dell’acqua. Questo processo, però, include un limite rilevante rappresentato dai consumi energetici, che si sono rivelati sensibilmente più alti di quelli dei processi utilizzati convenzionalmente per produrre acqua potabile.

A cambiare le carte in tavola potrebbe essere, però, un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, condotto in collaborazione dall’Universita Ca’ Foscari di Venezia, dal Consiglio nazionale delle ricerche(Cnr) e dagli atenei svedesi di Luleå e Linköping. Il team di ricercatori internazionali è riuscito infatti a realizzare un nuovo materiale capace di assorbire la totalità della radiazione solare, ed al contempo trattenere il calore accumulato.

Il progetto ha lo scopo di produrre nuovi materiali capaci di assorbire completamente la radiazione solare, ottenendo superfici ultra-calde per varie applicazioni, tra cui la desalinizzazione dell’acqua con basso consumo energetico e la cottura di cibi in zone isolate ad alta insolazione.

Il nuovo materiale è caratterizzato da un’alta porosità e particolari proprietà elettroniche, grazie alle quali riesce ad assorbire la totalità della radiazione solare, ed al contempo a non disperdere il calore accumulato, Di conseguenza, la superficie supera i 100 °C dopo soli quattro minuti di irraggiamento con luce solare. Il nuovo materiale è stato testato per la desalinizzazione usando luce solare artificiale raggiungendo ottime prestazioni ed una temperatura superficiale di 50° C a contatto con l’acqua.

ha spiegato Alberto Vomiero, professore di Scienza dei materiali presso le Università di Venezia e  Luleå.

Un speranza per contrastare la siccità

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Secondo un’altra autrice dello studio, Elisa Moretti, professoressa di chimica inorganica a Ca’ Foscari:

La principale novità della nostra ricerca consiste nell’aver realizzato un sistema estremamente semplice rispetto ad altri sistemi per l’evaporazione dell’acqua tramite luce solare, grazie alle funzionalità di assorbimento della luce e di trasporto dell’acqua, che rendono il nuovo materiale una “spugna” in grado di riscaldarsi molto velocemente e di mantenere alta la sua temperatura.

Un passo in avanti davvero notevole, che potrebbe rappresentare un punto di svolta in chiave futura. Gli scienziati, infatti, sostengono che questa ricerca potrà:

Contribuire allo sviluppo di nuovi sistemi semplici, a basso costo e basso impatto ambientale per la desalinizzazione dell’acqua in zone aride o con mancanza di acqua potabile o per la realizzazione di superfici ultra-calde in zone ad alta insolazione. Questo nuovo materiale può offrire un contributo importante per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, in particolare riguardo il sesto obiettivo: acqua pulita e servizi igienico-sanitari.

Nuovo materiale per la dissalazione delle acque: foto e immagini