Discariche abusive: allarme ambientale nel Sud Italia
Le discariche abusive sono ancora una falla che emerge nel sistema di tutela dell’ambiente. Numerosi comuni del Sud Italia versano in condizioni critiche a causa di questo fenomeno pericoloso anche per la nostra salute.

Che non se ne dica, l‘Italia Meridionale è un fiore all’occhiello delle meraviglie dello stivale. Ciononostante una macchia assilla il paesaggio anche più semplice di una cittadina o di un borgo del nostro Sud, come le discariche abusive. Un fenomeno che molteplice eco fece anni addietro, oramai noto alle cronache come “Terra dei fuochi”, dove veniva denunciato lo sversamento illegale di rifiuti nei nostri ecosistemi tra Napoli Nord e il Casertano. Spesso ricorrendo anche a metodi di smaltimento alquanto inquinanti e dannosi per le comunità, come l’incendio e i famigerati roghi tossici oppure il sotterramento in luoghi abbandonati.
Un fattore che ha un gravissimo impatto su questi ecosistemi ormai già provati e che ancora ad oggi vedono la ricomparsa, come piccole montagnette tra il verde ai lati di strade provinciali o autostrade cittadine. A questa pecca si affianca la constatazione che ad essere colpita non è soltanto l’interno delle aree campane tra Napoli e Caserta ma anche altre provincie e città dell’entroterra meridionale.
Una pecca nostrana

La presenza di sversamenti illeciti di rifiuti è una delle falle tutte made in Italy. Ogni anno il nostro paese tra sanzioni Ue e disastri ambientali è vittima e carnefice delle discariche abusive. Una falla che arricchisce la criminalità organizzata, come sempre denunciato dallo scrittore Roberto Saviano ma che ormai è diventata anche voce cardine dell’opinione pubblica e del cittadino medio. Innumerevoli sono le segnalazioni per interventi da parte dei vigili del fuoco oppure alle forze dell’ordine, eppure persiste questo mostro ambientale che intacca aria, acqua e terra.
Un fenomeno entrato nel codice penale, con sanzioni amministrative fino alla pena del carcere sta tornando largamente in voga. Il report 2018 dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, parla di 22mila siti di smaltimento illecito in Italia e 54 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati. A questi numeri si aggiungono quelli di Legambiente, che dicono di oltre 200 discariche abusive.
Tracciando una cartina dello smaltimento e delle relative discariche abusive, vediamo come dalla Campania questo si dilati senza escludere larga parte dello stivale, diventando un tallone d’Achille per l’ambiente. Passando al Salento vediamo come persino le zone protette di Gallipoli sono contaminate dal deposito illegale di materiali vari, principalmente scarti edili, residui di silicone e vernici. Un fattore che accomuna tristemente tutto l’entroterra del Sud Italia è proprio questa tipologia di sversamenti, accompagnata dall’abbandono di elettrodomestici, mobili e altri oggetti dismessi.
Che fare?

Perno fondamentale per combattere il fenomeno delle discariche abusive è la tutela del territorio tramite il controllo. Come si vede in particolare tra Caserta e Napoli, ma ultimamente anche nel calabro e nel salentino più nascosto a dar manforte è l’assenza di sorveglianza, con un ottimale monitoraggio con telecamere e vigilanza.
Nelle campagne isolate, ma anche nei tratti e raccordi autostradali provinciali vediamo come spesso è proprio l’assenza addirittura di illuminazione pubblica a garantire lo sviluppo di discariche abusive. A questo si accompagna la necessità di siti ma ancor più di attuare una precisa dinamica di raccolta differenziata.
Discariche abusive, allarme ambientale nel Sud Italia: foto e immagini