Desertificazione in Italia: qual è la situazione attuale?

Autore:
Elisa Cardelli
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Il rischio di desertificazione in Italia è di certo un problema che continua a incutere grandi timori. Vediamo nel dettaglio qual è la situazione attuale nel nostro Paese per comprendere il motivo per cui risulta così importante dare alla desertificazione la giusta rilevanza.

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La desertificazione è un fenomeno ambientale che suscita grande preoccupazione in tutto il mondo, compresa l’Italia. Mentre spesso associamo il termine “deserto” a regioni lontane e aride come il Sahara, è importante capire che la desertificazione può manifestarsi anche in zone temperate come l’Italia. Ma qual è la situazione attuale della desertificazione nel nostro Paese?

Cos’è la desertificazione?

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La desertificazione può essere definita come la progressiva perdita di fertilità del suolo e la diminuzione delle risorse idriche in un’area specifica. Questo fenomeno può essere causato da una serie di fattori, tra cui l’attività umana, i cambiamenti climatici e la gestione non sostenibile delle risorse naturali.

In Italia, la desertificazione è un problema reale che riguarda principalmente le regioni meridionali e insulari, dove le condizioni climatiche sono più aride e la disponibilità di acqua è limitata. Secondo uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), le regioni più colpite dalla desertificazione in Italia sono la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Sardegna.

Desertificazione in Italia

È risaputo che eventi meteorologici estremi e siccità sono due facce della stessa medaglia, entrambi stimolati dai cambiamenti climatici. È importante sottolineare che le forti piogge non sono state sufficienti per eliminare lo stress idrico in Italia.

L’Ispra ha segnalato infatti che nel 2022 il paese ha registrato una mancanza di 67 chilometri cubi d’acqua, raggiungendo un livello storico minimo di disponibilità di questa risorsa. Si parla di una diminuzione del 51% rispetto alla media del periodo compreso tra il 1951 e il 2022.

Nel corso dello scorso anno, il 20% del territorio nazionale ha affrontato condizioni di siccità estrema, mentre il 40% del paese ha subito siccità severa o moderata. Secondo Greenpeace, l’Italia ha perso il 13% delle sue risorse idriche negli ultimi 30 anni, pari a circa 19 miliardi di metri cubi d’acqua, un volume che si avvicina a quello del Lago di Garda. Pertanto, non possiamo trascurare il rischio di desertificazione in Italia.

Il rischio idrico nella Penisola merita attenzione

La desertificazione in Italia è principalmente causata dai cambiamenti climatici a lungo termine, caratterizzati da precipitazioni ridotte e concentrate, un aumento delle temperature medie e la diminuzione di ghiaccio e neve.

Tuttavia, Greenpeace ha deciso di approfondire l’argomento riguardante l’uso dell’acqua, prendendo in considerazione il fatto che oltre la metà dei 30 miliardi di metri cubi di acqua prelevata a livello nazionale viene impiegata nell’agricoltura.

Ma a quale tipo di coltivazione viene destinata questa grande quantità d’acqua? Secondo le stime più recenti, poiché l’uso dell’acqua nell’agricoltura non viene registrato annualmente come negli acquedotti, circa un terzo dell’acqua utilizzata per l’irrigazione dei campi viene destinata alla coltivazione di mangimi per l’allevamento zootecnico. Si parla quindi di coltivazioni come il mais e le foraggere, che richiedono enormi quantità d’acqua.

Pertanto, è evidente che l’uso specifico dell’acqua nel territorio non può essere trascurato in una strategia globale per contrastare la desertificazione in Italia.

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