Dalla Nigeria: una nuova scoperta green per pesticidi e fertilizzanti
Ecologia insolita ma efficace! Una nuova e imbarazzante novità nel settore Eco&Green per pesticida e fertilizzanti arriva direttamente dal Niger. Utilizzare la pipì invecchiata di un mese come deterrente per insetti e parassiti e come fertilizzante per fare progredire le leguminose.

- Il rimedio antico e demodé è diventato col tempo uni dei rami vintage dell’ecologia più elementare ed alimentare. Lo sfruttare le feci degli animali domestici, Fido o Felix per gli amanti del pollice verde non è mai stata una novità. Una pratica sfruttata per concimare il giardino o l’orto di casa, davvero niente male. Non fosse che la scienza stavolta ci ha messo lo zampino, presentandoci una novità che viene direttamente dal centro del Continente Nero.
- Pipì fertilizzante e pesticida
- Alternativa green e non solo
- Ecologia: foto e immagini
Il rimedio antico e demodé è diventato col tempo uni dei rami vintage dell’ecologia più elementare ed alimentare. Lo sfruttare le feci degli animali domestici, Fido o Felix per gli amanti del pollice verde non è mai stata una novità. Una pratica sfruttata per concimare il giardino o l’orto di casa, davvero niente male. Non fosse che la scienza stavolta ci ha messo lo zampino, presentandoci una novità che viene direttamente dal centro del Continente Nero.
In questa del mondo dove l’agricoltura è ancora tra i settori cardini delle varie società centroafricane lo sfruttamento delle risorse idriche viene centellinato e implica specifiche coltivazioni “dry”. Questo comporta l’impianto massiccio di leguminose, piante capace di rigenerare terreni la cui fertilità. Infatti queste pianti sono un nutriente ottimale, migliorando addirittura il suolo dove è impiantato e resistente alla durezza della siccità.
Una fertilità che è spesso motore disgregante, comportante migrazioni e conflitti economici che innescano moti di guerra con risvolti civili etnici e politici. A tal avviso, proprio dal Niger è arrivato un nuovo e innovativo studio che implica la capacità di usare fino all’ultima molecola di quanto a disposizione. Persino la pipì umana.
Pipì fertilizzante e pesticida

Nel campo dell’ecologia arriva una risposta totalmente green, capace di contribuire al fabbisogno alimentare di uno stato con un povero bagaglio di risorse. L’utilizzo dell’urina, tratta con un preciso procedimento è l’ultima soluzione sperimentata in Niger. Una risposta che ha attirato il focus della scienza ecologica. E’ stato infatti edito sulla rivista scientifica American Journal of Plant Sciences lo studio sperimentale secondo cui la pipì invecchiata al sole per un mese si è rivelato un ottimo repellente insetticida e ancor più grandioso fertilizzante.
Nella zona di Sahel, provincia dello stato del Niger la coltivazione e il fabbisogno alimentare è stato capace di conseguire una piccola vittoria contro la carestia, grazi ad un nuovo e sgradevole contributo. La sicurezza alimentare in Africa è ancora oggi una difficoltà che, come testimonia la FAO, è quasi l’altra e antitetica faccia dello spreco alimentare.
Alternativa green e non solo

Ad assicurare un deciso contributo è stata proprio la pipì, che come dimostrato nello studio dei ricercatori ha favorito il mantenimento e la crescita delle coltivazioni del fagiolo dell’occhio, alla base della dieta di numerosi stati centroafricani, garantendone la certezza di un fabbisogno alimentare.
Una risposta davvero easy e senza impatti gravanti per l’ecosistema. Infatti, come osserva lo studio, questa soluzione alquanto rudimentale per allontanare parassiti e insetti dal favorire la carestia del continente africano. Allo stesso tempo, non costituisce alcun costo e dispendio di danaro parimenti ad un altro agente repellente chimico. Ma non solo, la pipì contribuisce al mantenimento dell’idratazione del terreno, immettendo dato il suo contenuto di azoto, fosforo e potassio. Insomma, come Vespasiano, “Pecunia non oleant”.