Dalla Danimarca: il colore dei jeans diventa ecologico
È danese il nuovo procedimento chimico che riduce l’impatto ambientale provocato dalla produzione di jeans.

Un gruppo di ricercatori danesi della Technical University of Denmark ha studiato e sviluppato un procedimento che riduce nettamente l’impatto ambientale della produzione di jeans. Lo studio accende i riflettori, in particolare, sulle sostanze impiegate per conferire al capo d’abbigliamento il suo iconico colore.
L’indaco: il colore degli iconici blue jeans
L’indaco è un pigmento principalmente prodotto in India e ricavato dalla fermentazione delle foglie di Indigofera tinctoria e dal guado (Isatis tinctoria).
Originariamente l’industria tessile impiegava questa sostanza vegetale nella tintura dei jeans ma oggi il progresso e l’innovazione hanno portato alla produzione di indaco in laboratorio. Noto per la sua scarsa solubilità in acqua, ha bisogno dell’aggiunta di sostanze per essere impiegato nei processi di tintura.
La sostanza principalmente impiegata a tal fine è il ditionito di sodio, un sale di sodio dell’acido ditionoso che si presenta generalmente in forma solida cristallina. Ampiamente utilizzato in vari settori industriali per diverse applicazioni, può generare fumi dannosi per la salute degli operatori oltre a contaminare le acque reflue, rappresentando dunque un notevole rischio anche per l’ambiente.
Il metodo sostenibile danese
La rivista Nature Communications ha recentemente pubblicato un articolo che approfondisce il nuovo metodo danese che si basa sull’utilizzo dell’indacano – un composto chimico presente naturalmente nelle piante e precursore dell’indaco – e della luce solare.
Secondo lo studio questo procedimento abbatterebbe del 90% l’impatto ambientale causato dalla lavorazione del jeans.
Solubile in acqua ha bisogno del sole
L’indacano, a differenza dell’indaco, è solubile in acqua, per questo per tingere il tessuto è sufficiente immergerlo. È però incolore, ma a questo punto entra il gioco il fattore determinante: il sole.
La luce solare viene assorbita e utilizzata per attivare particolari reazioni biochimiche che trasformano l’indacano in indossile. Quest’ultimo è il composto attivo che, mediante un processo di ossidazione, si converte poi in indaco, conferendo l’inconfondibile colore blu al tessuto.
La scienziata Hededam Welner ha dichiarato:
Non so che impatto potrebbe avere sui consumatori: un jeans che più viene esposto al sole e più diventa blu. Potrebbe anche essere allettante
Due alternative per il processo di tintura
La Welner ha proposto due alternative per il processo di tintura: la prima prevede l’uso di enzimi vegetali, mentre la seconda coinvolge l’impiego di luci elettriche e potrebbe ridurre dell’73% l’impatto ambientale della tintura dei jeans. Quest’ultimo dato si basa su un parametro elaborato dalla Commissione europea che tiene conto di vari fattori ambientali:
- le emissioni di anidride carbonica;
- l’uso del suolo;
- il consumo di acqua;
- la riduzione dell’ozono.
Tuttavia, il primo metodo, sebbene un po’ più laborioso, porterebbe ad una riduzione maggiore dell’impatto ambientale, pari al 92%.
A vantaggio dell’ambiente
L’industria tessile ha un impatto violento sull’ambiente e i coloranti nelle acque reflue sono fonte di inquinamento.
L’impiego di tecniche sostenibili nella tintura del jeans porterebbe benefici ambientali significativi, riducendo l’inquinamento idrico, il consumo di acqua e energia, le emissioni di gas serra e l’impatto sulla salute umana, promuovendo allo stesso tempo la sostenibilità e la responsabilità sociale delle industrie tessili.
Dalla Danimarca: il colore dei jeans diventa ecologico: foto e immagini
Questo contenuto aderisce al programma Apex by Publicis