Shock alla Cop 28: le cucine possono inquinare quanto gli aerei

Le cucine sono in grado di inquinare quanto gli aerei. La notizia sconvolgente arriva direttamente dalla Cop 28 di Dubai. Nel futuro bisognerà cambiare le abitudini. 

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cucine inquinare aerei
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Avreste mai immaginato che cucinare un piatto di pasta potrebbe avere conseguenze disastrose per l’ambiente? “No”, è la risposta scontata.  Eppure in realtà le cose sembra siano del tutto diverse. L’ultimo rapporto 2023 Sdg Tracking di Irena, l’Agenzia internazionale per le rinnovabili, contiene infatti una notizia sconvolgente: utilizzare i fornelli può generare le stesse emissioni inquinanti dell’intero comparto globale dell’aviazione.

Shock alla Cop 28: le cucine possono inquinare quanto gli aerei

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Photo by ThePixelman – Pixabay

La situazione assume contorni piuttosto evidenti in Africa e  in Asia, dove ci sono la bellezza di 2,3 miliardi di persone che per cucinare utilizzano ancora tecnologie datate. Sistemi che sfruttano combustibili estremamente tossici. Tutto ciò si traduce in un impatto terribilmente grave per la salute del Pianeta e degli esseri viventi che lo abitano.

La buona notizia è che nei mesi scorsi è nata Global e-cooking coalition, un’alleanza che punta a rivoluzionare in chiave green le abitudini ben radicate dell’intero globo. L’idea è abbastanza semplice: niente più gas per preparare da mangiare ma fornelli elettrici alimentati dalle energie rinnovabili. Cosi, fotovoltaico, eolico ed idroelettrico, diventerebbero fondamentali per preparare caffé, tisane, pasta, riso, carne e pesce.

Un piano davvero ambizioso che Global e-cooking coalition ha presentato nel corso dell’ultima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, la Cop 28 in scena a Dubai, sfruttando anche l’occasione per mettere in luce agli occhi del mondo le verità scomode sull’emissioni inquinanti in cucina. Come già detto, i metodi di cottura principalmente diffusi possono generare una quantità di anidride carbonica paragonabile a quella sprigionata dall’intero settore del trasporto aereo.

Numeri avvalorati da quelli forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo l’Oms, infatti, ogni anno 3,2 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria negli ambienti domestici. Tra queste vittime ci sono oltre 237mila bambini al di sotto dei cinque anni, più soggetti a contrarre polmoniti legate all’esposizione al fumo.

Metodi di cottura green entro il 2030

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Photo by congerdesign – Pixabay

Il danno si ripercuote anche sull’economia mondiale. In questa direzione si rivelano preziose le stime di Esmap (una partnership che include la Banca mondiale), secondo le quali ogni anno vengono spesi più di 2,4 migliaia di miliardi di dollari di in totale, per colpa degli impatti estremamente gravi sulla salute (1,4), sul clima (0,2) e sulle donne (0,8, connessi alla perdita di produttività).

Per tutti questi motivi Global e-cooking coalition punta a fornire metodi di cottura ecologici all’intero Pianeta entro il 2030. Il maggior punto di forza del progetto è rappresentato senz’altro dal rapido aumento dell’accesso all’elettricità a livello globale. Dal 2010 al 2021, infatti,  la percentuale di popolazione mondiale che “possiede” l’energia elettrica è passata dall’83 al 91%. Contemporaneamente, però, c’è da dire che ci sono ancora molte aree del Pianeta dove l’accesso alla rete elettrica risulta debole, intermittente oppure di scarsa qualità.

L’alleanza ha intenzione di mobilitarsi in maniera decisa per raggiungere il proprio scopo e trasmettere il più possibile l’importanza di utilizzare metodi di cottura puliti. Sono perciò in programma tante iniziative che spaziano dalle lezioni nelle scuole in Tanzania fino ad arrivare a una maggiore pressione nei confronti di governi e regolatori per ridurre le tasse sulle soluzioni moderne.

Nel frattempo ci sono già Paesi che si sono mobilitati per raggiungere obiettivi ben definiti. Per esempio il Nepal, che intende installare fornelli migliori a 500.000 famiglie e biogas domestico ad altre duecentomila entro il 2025. Sempre rispettando la stessa deadline, l’Uganda vuole invece innalzare fino al 10% la percentuale di nuclei in grado di usare soluzioni green ed efficienti, e, nello stesso tempo, punta ad aumentare al 65% la quota di energia rinnovabile per alimentare i fornelli elettrici.

Le cucine inquinano quanto gli aerei: foto e immagini