Crisi idrica in Europa: ecco quali sono i paesi più a rischio
La crisi idrica in Europa è in crescente aumento ed è aggravata dai cambiamenti climatici così violenti e repentini. Quali, tra i tanti, i fattori di rischio? Senza alcun dubbio l’inquinamento e l’aumento della popolazione. Tanti i paesi europei che stanno combattendo il triste fenomeno della siccità: quali quelli maggiormente colpiti?

La crisi idrica è al centro del dibattito di molteplici governi e sono tante le politiche innovative e le tecnologie che possono affrontare tale emergenza. Secondo gli ultimi dati dell’ONU, entro il 2050 all’incirca il 70% della popolazione potrebbe essere colpita da siccità ragion per cui 6 miliardi di persone vivrebbero in carenza di acqua.
Al fine di sensibilizzare e promuovere una maggiore consapevolezza sul tema è stata realizzata una mappa globale interattiva – grazia alla collaborazione di National Geographic e dell’Università di Utrecht – denominata World Water Map in grado di mostrare quelli che sono i paesi più a rischio a livello mondiale.
World Water Map: i paesi più a rischio

Come accennato in precedenza, grazie alla realizzazione della World Water Map è stato possibile evidenziare i paesi che – ad oggi – risentono maggiormente della crisi idrica. Viene inoltre illustrata quanta acqua è utilizzata nel settore agricolo, nel settore industriale e in quello domestico. Si evince, altresì, l’importante divario tra la domanda e l’offerta: il cosiddetto gap idrico.
La messa punto della mappa vede l’intervento di ricercatori olandesi che si sono basati sui dati raccolti negli ultimi quarant’anni. Inoltre, gli studiosi, aggiorneranno costantemente la mappa al fine di monitorare tutti i cambiamenti del settore idrico. Intervenuto a tal proposito il geografo Alex Tait il quale ha sottolineato l’importanza di questa mappa che supporterà la ricerca e aiuterà anche nella conservazione nell’educazione all’acqua.
Crisi idrica: qual è la situazione in Europa?
Gli studiosi hanno evidenziato la situazione in Europa è decisamente molto grave e che l’Italia registra ad oggi il più alto gap idrico. Quali sono i fattori che hanno contribuito al peggioramento della situazione? Uno dei motivi più allarmanti è legato al prolungamento di siccità massiccio (specialmente negli ultimi 4 anni).
In seguito alla scarsità di piogge, i fiumi hanno registrato importanti livelli di secca – così come i laghi. Inoltre si è evinto che la rete idrica italiana è caratterizzata da tanti fattori di inefficienza. Quali sono gli altri paesi che possono considerarsi a rischio? Senza alcun dubbio anche la Bulgaria e la Spagna meridionale.
Seguono a ruota anche la Francia occidentali, il Portogallo e Malta dove sono state registrate a temperature superiori ai 30 °C anche in inverno. Prevista un’estate particolarmente calda per il territorio nazionale italiano che vedrà picchi ancora più alti rispetto al 2023. Tutti questi dati fanno emergere quanto sia in aumento il divario tra domanda e offerta e quanto questo squilibrio sia deleterio per la popolazione e per l’ambiente.

Cercare di arginare la crisi idrica è uno dei punti dolenti del paese. È essenziale adottare misure preventive al fine di ridurre gli sprechi e soprattutto di migliorare l’efficienza delle reti idriche. A tal proposito sono attive campagne di sensibilizzazione al fine di promuovere un uso responsabile dell’acqua.