Il muro delle compagnie assicurative: in futuro niente più protezione dagli eventi estremi?

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Travolti dalle perdite derivate dagli eventi estremi le compagnie assicurative stanno correndo ai ripari innalzando i prezzi o addirittura sospendendo la possibilità di sottoscrivere polizze. 

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Qualche mese fa l’agenzia Nielsen ha condotto un’interessante indagine di mercato per conto di Prima Assicurazioni, nella quale circa un terzo degli intervistati (28%) dichiarava la propria volontà di stipulare una polizza in grado di tutelare casa o veicolo, o entrambi, dagli eventi meteorologici estremi collegati al cambiamento climatico.

Il muro delle compagnie assicurative: in futuro niente più protezione dagli eventi estremi?

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Questa crescente tendenza è senz’altro influenzata dai fenomeni devastanti che si sono registrati in Italia nel corso del 2023, primo fra tutti l’alluvione in Emilia Romagna, ma anche le pesanti grandinate che hanno falcidiato le regioni del Nord durante la scorsa estate. Allo stato attuale, nel Belpaese, solo una percentuale compresa tra il  35 e il 40% delle abitazioni è coperta da una protezione contro i danni generati dal maltempo, mentre nel caso di catastrofi naturali la quota crolla drasticamente al 5%.

Discorso diverso invece per quanto riguarda il mondo dell’imprese, dove il dato sale all’80% stimolato anche dall’obbligo assicurativo per le aziende che entrerà in vigore a partire dalla fine del 2024.

Ma il legittimo desiderio di tutela da parte dei cittadini rischia di arrestarsi di fronte al muro che le compagnie assicurative stanno pian piano innalzando per proteggere i propri guadagni. Munich Re, una delle aziende leader del settore assicurativo, ha infatti stimato che gli eventi catastrofici del 2023 hanno causato una perdita di circa 250 miliardi di dollari a livello globale. Una somma che comprende anche 95 miliardi di perdite assicurative, che negli ultimi cinque anni, in media, sono pari a 105 miliardi di dollari.

In poche parole, gli eventi meteorologici estremi stanno massacrando le finanze delle compagnie assicurative, che, di conseguenza, hanno deciso di correre ai ripari.

Necessario trovare un punto d’incontro

Incendio
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Negli Stati Uniti molte grandi compagnie assicurative hanno già interrotto la disponibilità di nuove polizze casa in California, dove in questi ultimi anni gli incendi, provocati dall’aumento delle temperature, hanno causato danni piuttosto rilevanti. In Australia, invece, si è verificato un ingente aumento delle tariffe assicurative, che ha costretto di fatto i cittadini a rinunciare alla possibilità di sottoscrivere una polizza.

Si stima infatti che entro la fine del decennio 1 casa su 25 non sarà coperta. In pratica, continuando di questo passo, quelle zone del Pianeta più soggette a eventi catastrofici, dovuti al climate change, non saranno più assicurabili.

In Italia, dove il 95% dei comuni è a rischio frane, alluvioni ed erosioni costiere, il prezzo per proteggere la propria abitazione da eventi meteo estremi varia a seconda dell’area geografica di residenza: in Calabria, ad esempio, il costo è di 23 euro ogni 1.000 assicurati, mentre in Veneto è di circa 70 euro.

L’impressione generale è che gli effetti della crisi climatica negli scorsi anni siano stati probabilmente trattati con superficialità dai modelli di rischio delle compagnie assicurative.

Alcuni analisti sono concordi nell’affermare che il settore difficilmente sarà in grado di sostenere il livello di perdite attuali, superiore ai 100 miliardi di dollari l’anno. Nello stesso tempo, però, anche i cittadini non possono permettersi di pagare cifre enormi per garantirsi uno scudo protettivo da eventi difficilmente prevedibili.

Senza un punto d’incontro si prospetta uno scenario in cui sempre più persone, nell’impossibilità di sottoscrivere una polizza, saranno obbligati a incrociare le dita per scongiurare l’ipotesi che la propria abitazione venga spazzata via da qualche fenomeno estremo. Il che, a pensarci bene, è davvero desolante.

In futuro niente protezione dagli eventi estremi?: foto e immagini