Contro il climate change è fondamentale ridurre le disuguaglianze
La chiave per mitigare gli effetti dannosi del climate change è racchiusa nella riduzione delle disuguaglianze. Lo affermano due ricercatrici britanniche.
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Il miglior modo per affrontare il cambiamento climatico? Ridurre le disuguaglianze.
E’ questa la conclusione alla quale sono giunte Charlotte Kukowski, psicologa e zoologa dell’università di Cambridge, ed Emma Garnett, ricercatrice presso il Nuffield Department of primary health care sciences dell’università di Oxford.
Contro il climate change è fondamentale ridurre le disuguaglianze

Attraverso lo studio “Tackling Inequality is Essential for Behaviour Change for Net Zero”, finanziato da Schweizerische Nationalfonds e Wellcome e pubblicato su Nature Climate Change , le due dottoresse hanno illustrato le loro conclusioni definendo la disuguaglianza in termini di ricchezza e reddito, influenza politica, tempo libero e accesso a opzioni low-carbon come i trasporti pubblici e i sussidi per l’isolamento degli alloggi.
All’interno dello studio si evidenzia come le disuguaglianze saldamente radicate finiscano per influenzare in diverse maniere la capacità delle persone di migrare verso comportamenti green. Un esempio nel Regno Unito è rappresentato dal fatto che isolare un’abitazione risulta parecchio costoso e le agevolazioni governative di solito sono disponibili soltanto per i proprietari, mentre gli affittuari non hanno nessuno spazio di manovra sulle case in cui vivono.
Nel Regno Unito sono presenti un gran numero di case obsolete che per essere riscaldate richiedono una maggiore quantità di energia rispetto alle nuove costruzioni. Ecco perché è importante che la politica faccia la propria parte, realizzando programmi governativi che possano permettere alle persone in difficoltà economica di poter ridurre le emissioni di carbonio della propria casa.
E’ sempre più riconosciuto che esiste una disuguaglianza in termini di chi causa il cambiamento climatico e chi ne subisce le conseguenze, ma viene prestata molta meno attenzione agli effetti della disuguaglianza nel modificare i comportamenti per ridurre le emissioni di carbonio. Le persone con redditi più bassi possono essere più limitate nelle cose che possono fare per contribuire a ridurre la loro impronta di carbonio, in termini di costi e tempi associati al fare le cose in modo diverso.
spiega Charlotte Kukowski.
Attuare strategie politiche di sostegno

Un altro esempio di disuguaglianza è racchiuso nell’alimentazione. E’ risaputo che il consumo eccessivo di carne può rivelarsi estremamente nocivo per l’ambiente in termini di emissioni, ma le alternative a base vegetale sono attualmente meno convenienti e quindi non possono essere sfruttate da chi possiede un reddito basso.
Stesso discorso per quanto riguarda l’acquisto di mezzi di trasporto green come auto e bici elettriche, che sul mercato hanno un prezzo di acquisto notevole. Le persone che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato normalmente non possono usufruire delle agevolazioni fiscali o dei finanziamenti disponibili attraverso i programmi dei datori di lavoro.
In sostanza si capisce che le opzioni low carbon non sono facilmente accessibili a chi non dispone di un reddito alto.
Se hai più soldi, probabilmente causerai più emissioni di carbonio, ma avrai anche maggiori probabilità di avere una maggiore capacità di cambiare le cose che fai e di ridurre quelle emissioni. Sono urgentemente necessari interventi mirati agli individui high-emitting, ma anche molte aree in cui esistono scelte low-carbon – come cibo e trasporti – necessitano che tutti siano coinvolti
evidenzia Emma Garnett.
Per progredire in una direzione diversa e assottigliare il più possibile le disuguaglianze, le due ricercatrici auspicano una nuova strategia politica che possa abbracciare molteplici interventi come:
La pianificazione urbana che includa piste ciclabili e per autobus e percorsi pedonali, aliquote fiscali progressive sulla ricchezza e sul reddito e opzioni di pasti low-carbon sovvenzionate dai datori di lavoro.