Le popolazione più ricca inquina maggiormente il Pianeta

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

L’1% dei più ricchi del Pianeta produce una quantità enorme di anidride carbonica contribuendo in maniera considerevole all’inquinamento.

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Photo by JuergenPM – Pixabay

La disuguaglianza tra popolazione ricca e povera si ripercuote anche sul clima e l’ambiente. A spiegarlo è l’organizzazione no profit Oxfam attraverso il report  “Climate Equality: A Planet for the 99%”. Nel documento emerge che l’1% dei più ricchi inquina in un anno quanto il restante 99% della popolazione meno abbiente  inquinerebbe in 1500 anni.

I super ricchi tra i maggiori responsabili dell’inquinamento del Pianeta

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Photo by geralt – Pixabay

L’iniqua distribuzione delle ricchezze nel mondo è in grado di provocare seri danni al clima e all’ambiente. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’organizzazione no profit Oxfam, intitolato “Climate Equality: A Planet for the 99%”, che si basa si basa sui dati elaborati dallo Stockholm Environment Institute. I numeri sono aggiornati al 2019 e prendono in esame la produzione di emissioni a livello globale a seconda della fascia di reddito. La differenza è netta: l’1% della popolazione mondiale più ricca, 77 milioni di persone, ha prodotto nel 2019 il 16% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2). Una percentuale che il restante 99% della popolazione raggiungerebbe in 1500 anni. Inoltre,  il 10% più ricco della popolazione mondiale, risulta essere responsabile della metà delle emissioni globali.

Ma come si spiega questo divario? A influire sono soprattutto gli stili di vita ma anche gli investimenti che i miliardari effettuano nelle industrie inquinanti, come quelle dei combustibili fossili.

Per anni abbiamo combattuto per porre fine all’era dei combustibili fossili per salvare milioni di vite e il nostro pianeta. È più chiaro che mai che ciò sarà impossibile finché anche noi non porremo fine all’era della ricchezza estrema

ha dichiarato Amitabh Behar, direttore esecutivo ad interim di Oxfam International.

Un comportamento che potrebbe causare milioni di morti

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Photo by stevepb – Pixabay

Il report conferma il risultato di una ricerca condotta recentemente dalla stessa Oxfam. Nel 2022, infatti, l’Ong ha studiato da vicino il comportamento di 125 miliardari scoprendo che, attraverso i loro investimenti,  emettevano in media l’equivalente di 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, con una differenza di un milione di tonnellate in più rispetto al restante 90% della popolazione meno abbiente.

Tutto ciò si traduce in un rallentamento verso la decarbonizzazione, tramite l’effetto di cancellare gli sforzi fatti per ridurre le emissioni nocive attraverso le energie rinnovabili. Secondo Oxfam ogni anno viene infatti vanificata la riduzione di emissioni di CO2 che si può ottenere grazie all’utilizzo di quasi un milione di turbine eoliche. 

Generare emissioni di gas serra inquinanti significa anche contribuire in maniera massiccia al cambiamento climatico e al riscaldamento globale. A questo proposito il rapporto spiega che, a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, i più ricchi sono stati in grado di dilapidare il doppio del volume di carbonio restante prima di arrivare alla fatidica soglia di 1,5°C. Allo stato attuale questo 1% della popolazione mondiale produce ancora un numero di emissioni di gas serra 22 volte superiore a quanto sarebbe compatibile per non superare il limite stabilito dall’accordo di Parigi.  Una condotta che potrebbe causare almeno 1,3 milioni di vittime entro il 2030.

Per uscire da questa disuguaglianza climatica, Oxfam appoggia la proposta di un’imposta europea sui grandi patrimoni. Una tassa sui redditi dei super ricchi, secondo l’organizzazione no profit:

sarebbe decisiva per avere le risorse necessarie per ridurre le disuguaglianze, frenare il cambiamento climatico e finanziare una transizione ecologica giusta.

I super ricchi tra i maggiori responsabili dell’inquinamento: foto e immagini