Clima: il futuro degli alimenti

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

In futuro gli alimenti cambieranno sapore a causa della crisi climatica, ma la natura potrebbe adattarsi a tali cambiamenti.

Frutta, Plastica
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Le conseguenze della crisi climatica comportano profondi cambiamenti, che stanno modificando anche la qualità e, di conseguenza, il sapore degli alimenti.

Il gusto di molti alimenti subirà alterazioni sempre più significative in futuro a causa di un insieme di fattori quali le variazioni di temperatura, precipitazioni e insolite condizioni del suolo.

Ad analizzare il futuro gusto degli alimenti in relazione al cambiamento climatico è Callie Radke Stevens, con un recente articolo pubblicato su National Geopgraphic in cui la scrittrice si chiede: Perché i nostri cibi preferiti non avranno più lo stesso sapore in futuro?

Se il clima varia, gli alimenti cambiano

Verdura, Plastica
Photo by Hans – Pixabay

Il sapore degli alimenti è legato in maniera diretta a ciò che accade nell’ambiente circostante: se il suolo riceve sostanze nutritive diverse, o in maniera diversa, anche gli alimenti che dal suolo prendono sostentamento variano, e di conseguenza anche il sapore sarà diverso.

Non solo, ma gli esseri viventi che si nutrono di determinati alimenti avranno delle differenze: un esempio citato nell’articolo della Stevens riguarda i maiali neri iberici, da cui poi deriva il pregiato jamón iberico, famoso in tutto il mondo proprio per la sua qualità e il suo sapore.

Se il jamón è tanto di qualità, la vera ragione è legata a ciò che i maiali ingeriscono: gli animali sono allevati all’aperto e per nutrirsi cercano e mangiano erbe e ghiande.

Con le recenti variazioni di temperatura, le ondate di caldo e le stagioni sempre meno piovose che hanno caratterizzato la Spagna negli ultimi cinque anni, erbe e ghiaie scarseggiano; ciò significa che i maiali devono allora essere nutriti con alimenti e mangimi sostitutivi (come i cereali), che però potrebbero fare perdere parte del colore, dell’aroma e della consistenza che caratterizzano il famoso prosciutto.

Come ha spiegato María Castro Bermúdez-Coronel, biologa e responsabile della comunicazione di uno dei produttori più noti di jamón iberico (Cinco Jotas), nutrire gli animali con una fonte alimentare diversa dalle ghiande (come le olive) vuol dire rendere la carne più amara e piccante; a breve però questa potrebbe essere l’unica soluzione, visto come le querce impieghino ben trenta anni per produrre ghiande:

Quando si dipende completamente dalle risorse naturali, come facciamo noi, si pensa sempre, si guarda, si cerca di prevedere come sarà. Poiché dipendiamo dalla natura, non possiamo coltivarla.

Un esempio di un quesito che molti produttori, allevatori, agricoltori, iniziano a porsi a livello globale. Un clima sempre più imprevedibile e destabilizzato ha un’influenza impossibile da ignorare sulla produzione di cibo, che inizia a diminuire di qualità e ad avere sapori alterati.

Il rapporto tra il clima e il sapore degli alimenti

Orto,
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Per capire fino in fondo come il sapore degli alimenti possa variare a seconda del clima, è importante sapere come esso, innanzitutto, comprenda tanto l’aroma quanto il gusto.

Quando poi si inizia a mangiare un alimento, ciò che accade al corpo umano è una reazione a specifici composti chimici: tali composti sono sensibili a qualsiasi possibile variazione del suolo, della temperatura, all’umidità, al sole o all’ombra, ai funghi e anche ad alcune forme di vita come parassiti o batteri (i quali, per esempio, possono indurre alcune piante a rilasciare più sostanze chimiche per difendersi).

E quando invece si tratta di derivati del mondo animale, l’essere umano entra indirettamente in contatto con gli alimenti di cui gli animali si sono nutriti: ciò che gli animali ingeriscono, quando e in che modo essi mangiano determinati alimenti, comporta variazioni nei muscoli, nel grasso e nei composti chimici dei loro corpi.

I ricercatori sono però in grado di isolare i composti chimici, approfondendo sempre di più quali fattori ambientali siano alla base di determinate variazioni; ciò permette sia di prevedere e agire per apportare precise modifiche così da “compensare” e riequilibrare, che di monitorare come le specie viventi siano in grado di adattarsi a qualsiasi cambiamento, con il dovuto tempo

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